"La saga dei Windsor" e le anticipazioni su Carlo e William di Cristina Penco

di Giulia Cassini

Il libro storico e alcune rivelazioni sul 2021 e la monarchia inglese svelate nell'intervista con l'esperta e giornalista di origini genovesi

È proprio vero che “The Crown must always win”(La Corona deve sempre vincere)? E quanto fa sognare questa invincibilità, seppur costellata da mine vaganti, anche per le vicende private della Royal Family? A raccontare con scorrevolezza e dovizia del particolare “La saga dei Windsor” , come recita il titolo stesso del volume fresco di stampa per Diarkos, è Cristina Penco, affermata giornalista genovese professionista trapiantata a Milano, firma per importanti testate e siti web di famiglie reali, celebrities, costume e società, lifestyle, attualità e spettacolo.

Sempre per la stessa casa editrice aveva già pubblicato lo scorso anno  “Meghan Markle, la duchessa ribelle” mettendo in luce quei tratti così personali della donna e attrice ben nota a Hollywood da dare, anche oggi, la giusta di chiave di lettura per capire la “Megxit”, l’addio dall’ufficio a Buckingham Palace con annessi e connessi.  Capita così che sempre di monarchia si parli, ma per non essere superficiali occorre scavare, gettarsi nella psicologia reale, tra documenti e vicende storiche spesso poco note. Il libro di Cristina Penco ripercorre oltre un secolo di storia della dinastia attraversando in lungo e in largo il Novecento.  

Per essere pungenti si potrebbe dire svelando il brand della monarchia, che è stato sfruttato già nei secoli passati anticipando di gran lunga tante politiche commerciali e di immagine a cui siamo abituati di questi anni Duemila. “Sì -dice Cristina Penco- già l’operazione di rebranding fatta nel 1917 all’epoca sicuramente fu vincente su tutta la linea. Si trattava di andare a cambiare un cognome ridondante che indicava il nemico tedesco, visto che Londra aveva appena subito un bombardamento in pieno giorno con numerose vittime anche tra i bambini delle elementari. Il nome Windsor fu il frutto di un’attenta analisi tra svariate nomenclature, anche se poi la folgorazione avvenne semplicemente guardando le pareti del castello di Windsor che storicamente ha sempre visto matrimoni, battesimi”… Lì sono sepolti valorosi condottieri e questo già aiutava a collocare la nuova immagine della monarchia sulla scia della tradizione, della fedeltà al popolo

Un brand che vacilla o che resta saldo anche in questi anni? Gli opinionisti su questo punto sono, talvolta, discordi. “Facendo un salto temporale -continua Penco- e arrivando ai nostri giorni io personalmente non vedo segni di debolezza nel marchio, perché la rappresentante per eccellenza è ancora lei, la Regina, una leader indiscussa anche nel panorama delle monarchie internazionali. Diverso è il discorso dei suoi discendenti che portano il peso della sua eredità a partire dal figlio Carlo, poi William e Hernry, anche se non è erede al trono, protagonista della clamorosa frattura. Secondo diverse fonti attendibili la Regina non abdicherà perché rievocherebbe l’abdicazione dello zio Enrico VIII. I principali osservatori reali sostengono infatti che la Regina nel 2021 cederà il passo al figlio Carlo in veste di reggente, ovvero senza il titolo”. Per ironia della sorte è l’unico che ha studiato il compito da re: “Il suo probabilmente sarà un regno da reggente breve finché la corona non passerà sulla testa di William”.

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Nel libro si svelano anche figure modernissime che fanno sognare. “C’è un esempio che ho amato molto -svela l’autrice- una sorta di parallelo di Margaret Rose con la sorella di Elisabetta II, un personaggio che ho riscoperto sia nella serie ‘The Crown’ sia scrivendo questo libro.  Mi ha appassionato il confronto tra due sorelle molto diverse tra loro, che si sono amate sinceramente, ma che hanno anche provocato delle delusioni reciproche. Il loro padre Giorgio VI era solito dire: ‘Elisabeth è il mio orgoglio Margaret è la mia gioia’... Margareth è stata la protagonista di diversi scandali sullo sfondo privato e sentimentale. Era  molto giovane quando si innamorò di questo ufficiale,  Peter Townsend, che era un eroe della Royal Air Force all’epoca della guerra”. Lui era sposato, molto più grande di lei, all’epoca un’adolescente. “E’ sempre stata ribelle, molto capricciosa, però così piena di vivacità, di voglia di amare e di vivere”.

Quell’amore non poteva durare,  del resto come ha fatto notare la storica Sarah Gristwood, citata nel libro “La saga dei Windsor”, “anche le fiabe, in versione originale, sono storie cupe e tristi”. E per riprendere anche una dichiarazione di Sua Maestà Elisabetta: “Come tutte le migliori famiglie, abbiamo la nostra quota di eccentricità, di giovani impetuosi e capricciosi e di disaccordi”.