La ripresa economica passa per il porto

di Paolo Lingua

La ripresa economica passa per il porto

Il percorso più importante e delicato della ripresa economica del territorio ligure, oggi più ancora di ieri, passa  per il sistema portuale e in particolare per lo scalo genovese. Una prova ulteriore viene dalla notizia che s’è diffusa in giornata d’una trattativa avanzata tra il gruppo Spinelli (il più importante nel settore trasporti su gomma) e il più importante gruppo armatoriale (a livello mondiale) ovvero la Msc di Aponte.  Msc, già associata alla società marittima “Messina” opera su due direzioni:  crociere e containers. Genova è già il più importate punto di riferimento crocieristico, ma se, come pare ormai con quasi certezza, andrà in porto l’accordo con Spinelli, ci sarà un grande rilancio di questo tipo di traffico ormai dominante a livello mondiale sia sulla calata delle Rinfuse, sia soprattutto su calata Bettolo.

L’accordo, a quel che3 si comprende ma la linea è in una logica razionale, è legato alla realizzazione – l’opera dovrebbe essere completata entro cinque anni al massimo – dello spostamento a mare della diga foranea (con conseguente dragaggio dei fondali) che consentirà, soprattutto per le portacontainers, l’arrivo e l’approdo delle unità di ultima generazione che hanno un potenziale di trasporto assai più elevato. Considerato che, a partire dagli scali dell’Estremo Oriente, si annuncia un forte incremento della produzione di ogni tipo di merce  e quindi di una intensificazione dei traffici, questo significa un salto di qualità del porto di Genova. Non va dimenticato che, sempre per quel che i riguarda i containers, esiste già il sistema del Sech e del porto di Prà, altro punto di riferimento di forte incremento.  

La riflessione che parte dalla gestione del porto di Genova (ma il discorso vale per il sistema di shipping mondiale)  e dalle prospettive di potenziamento delle recettività e della movimentazione di scambio nasce dal fatto che ormai i sistemi produttivi sono legati all’import-export assai di più rispetto a un passato anche recente e che lo produzione, nella sua definizione più generalista, è strettamente legata al sistema trasportistico per il quale ormai contano la velocità il potenziale di contenuti. In questa prospettiva cresce in maniera esponenziale il sistema della merce nei contenitori e, per molti aspetti, cala il ruolo delle tradizionali rinfuse. Tanto è vero che nel sistema portuale del Mar Ligure occidentale le rinfuse vengono ormai spostate a Savona per consentire a Genova l’altro tipo di merci. Nel contempo si stanno ultimando  le opere per collegare con un forte incremento di potenziale gli accesso ferroviari al porto di Genova, una realtà che andrà poi coordinata quando saranno ultimati – entro due o tre anni, si spera – i lavori del Terzo Valico che, in prospettiva, dopo l’aggancio con la linea di Tortona, dovrebbe consentire un collegamento di alta capacità con Milano e il Centro Europa.

Sarà possibile a questo punto una concreta concorrenza con il sistema distributivo dei porti del Nord  che sono assai più efficienti e organizzati nei trasporti da molto tempo ma che sono maggiormente distanti dal cuore dei mercati. A pari infrastrutture e velocità le merci provenienti da Genova potrebbero finalmente viaggiare più veloci ne giocare ad armi pari con la concorrenza. I decolli strategici dal porto di Genova, in questo contesto, sono numerosi e tutti importanti, cos’ come l’assetto radicalmente diverso rispetto al passato, dell’area dell’ex Fiera, ovvero il Waterfront di Levante. Ma manca ancora il nuovo ruolo di Ponte Parodi fermo per errori strategici del passato. C’è però una questione di precaria importanza: occorre velocizzare le realizzazioni a tutti i costi. Sul porto incombono le lentezze e i veti incrociati del passato. Sono comportamenti non più tollerabili, anche perché occorre essere pronti a sfruttare una economia mondiale in continuo movimento.