La Pro Recco saluta Gonzalo Echenique dopo nove anni e 21 trofei vinti
di Redazione
L'argentino: "Periodo splendido, è triste andare via ma sento che è la cosa giusta nel momento giusto"
Nove anni insieme, ventuno trofei alzati al cielo, giocate visionarie con il suo mancino pronto ad accendere emozioni. La calottina numero 8 della Pro Recco dalla prossima stagione avrà un nuovo proprietario: Gonzalo Echenique, argentino classe 1990, non farà parte del roster biancoceleste ma resterà per sempre nel cuore e nella storia del Club di pallanuoto più titolato del mondo.
“Sono stati anni splendidi, è triste andare via ma sento che è la cosa giusta nel momento giusto. Chiudiamo una stagione straordinaria, a livello personale non mi aspettavo neppure io di finire così, di poter aiutare la squadra in acqua. Dopo l’operazione alla schiena di questo autunno ho attraversato momenti bui, ho pensato addirittura che mai sarei riuscito a tornare a giocare a pallanuoto. Un ringraziamento alla società, ai proprietari, al presidente Felugo, agli allenatori, i compagni e lo staff. Un grazie speciale va a Carlo Franchini che mi ha aiutato tanto dopo l’operazione così come fece Edward Bonello dopo l’intervento alla cervicale”.
Arrivato nel 2016 in Liguria, il “Chalo” ha un periodo particolare nel suo cuore: “Le stagioni a Punta Sant’Anna, senza dubbio, sono state le più belle. Eravamo connessi con la città e questo ha giocato un ruolo determinante nei successi di quegli anni. Si era creato un gruppo, una squadra vera fatta di uomini pronti a lottare l’uno per l’altro. Ecco, se devo indicare un gol che mi porterò nel cuore dico il 2-0 segnato al Brescia, al termine del terzo tempo, nella finale Scudetto del 2022. C’era un ambiente incredibile: le finali Scudetto alla “Ferro”, così come le partite di Champions, non le dimenticherò”.
Nei suoi nove anni a Recco, il mancino di Rosario ha condiviso lo spogliatoio con tanti compagni: “Presciutti è stato certamente quello a cui mi sono legato maggiormente, ma anche Di Fulvio è sempre stato un punto riferimento. In acqua ho condiviso la posizione con tre fenomeni, probabilmente i più forti degli ultimi dieci-quindici anni: Filipovic, Mandic, Zalanki. Con quest’ultimo mi sono trovato meglio, ma devo dire che quando eravamo in tre non era facile integrarci e con Mandic abbiamo giocato insieme - solo noi due - per troppo poco tempo. Sukno? È stato il migliore allenatore che ho avuto qui a Recco – conclude Echenique - ha una comunicazione chiara, semplice, diretta. E nei momenti decisivi sa sempre essere freddo e lucido. La Pro Recco è gloria e mi auguro nella mia nuova avventura di non incontrarla mai”.
Foto allegata (Credit Schenone)
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