La Bahri Yanbu chiede accosto a Genova, rivolta dei portuali e della Cgil
di Pietro Roth
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La denuncia: "Carico bellico destinato al conflitto in Yemen"
Ha chiesto un accosto nel porto di Genova per sabato mattina Bahri Yanbu, la nave cargo battente bandiera saudita sotto i riflettori per il probabile carico di armi da dispiegare, secondo alcune ricostruzioni, alla guerra in Yemen. Viene confermato che trasporta materiale classificato come esplosivo o comunque come parti belliche, ed è in transito: la Bahri Yanbu dunque non imbarcherà o sbarcherà comunque materiale in Italia.
La capitaneria di porto di Genova non ha ancora autorizzato l'accesso della nave, secondo quanto si apprende, in attesa dell'autorizzazione della Prefettura, ma trattandosi di un accosto atteso per sabato sembrerebbe normale che la pratica sia ancora in itinere. In base al Testo unico di pubblica sicurezza è affidato alla Prefettura il compito di autorizzare anche il solo transito in acque nazionali e nei porti nazionali di materiale bellico.
Sono in corso accertamenti da parte della prefettura di Genova per accertare che tipo di trasporto sta effettuando il cargo. Sono in corso contatti con gli uffici competenti per fare in modo che il prefetto Fiamma Spena abbia tutti gli elementi per capire le competenze. Giovedì sarà fatto il punto.
PORTUALI "I portuali boicottano il trasporto di armi" è il grido della Filt-Cgil di Genova, decisa a fare "tutto il necessario per impedire l'imbarco di materiale bellico nel porto di Genova". Il sindacato, raccogliendo le istanze dei delegati dei lavoratori portuali invita "tutte le autorità competenti a non mettere a disposizione della nave Bahri Yanbu lo scalo di Genova o altri scali sul territorio nazionale". "Riteniamo - continua la nota della Filt-Cgil genovese - che per questo caso intervenga il ministero degli Interni, per mantenere fede ai trattati internazionali sulla difesa dei diritti umani". Il "caso" è quello della nave saudita Bahri Yanbu, con a bordo armi che potrebbero essere destinate a paesi arabi in guerra, attesa nel porto di Genova il 18 maggio. "E' reale la possibilità che anche a Genova possano essere caricate armi e munizionamento militare" sottolineano i sindacati. Ieri si erano già pronunciati i delegati portuali della Filt-Cgil esprimendo la loro contrarietà all'attracco e stanno lavorando per organizzare un'assemblea aperta proprio per dire no all'imbarco di armi.
LA CGIL "Condividiamo e sosteniamo le preoccupazioni dei portuali di Genova sulla necessità di negare l'attracco alla nave cargo Bahri Yanbu con a bordo armi che potrebbero essere destinate a paesi arabi in guerra". Lo afferma il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo sulla vicenda che coinvolge il principale scalo ligure dove la nave saudita dovrebbe arrivare il prossimo 18 maggio, spiegando che "è su un caso come questo che il Ministro degli Interni, mantenendo fede ai trattati internazionali sottoscritti a difesa dei diritti umani e contro i conflitti armati che uccidono migliaia di civili innocenti, dovrebbe intervenire e chiudere i nostri porti per evitare che la nave in questione possa caricare armi anche nel nostro paese". "Resteremo vigili e al fianco dei lavoratori portuali di Genova - sostiene infine Colombo - affinché nessuno utilizzi i nostri porti per alimentare conflitti armati che violano i diritti umani".
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