Io, Marco Bucci: "Non mi ricandiderò, mica sono De Luca. E non potrò mai fare la fine di Toti"
di Gilberto Volpara
In barca a vela il governatore parla anche di termovalorizzatore: "Meglio a Genova". E su Autostrade...
È piatto il mare davanti a Genova: “Ma i veri velisti viaggiano, anche, senza vento”. Inizia così la chiacchierata con Marco Bucci a bordo di Frally, la barca del governatore con un nome che trae origine dai diminutivi del figlio e della figlia.
Accanto a lui, in una giornata di sole, utile a ricaricare le batterie dell’uomo e del politico, ci sono la moglie Laura e gli amici di una vita.
Tra loro, Adelmo, uno degli skipper più esperti di Liguria, e il capo di gabinetto, Massimiliano Nannini, già contrammiraglio della Marina Militare.
Se per le onde bisogna aspettare, davanti alle coste del levante genovese, il ciclone delle notizie diventa Marco Bucci.
Ai microfoni di Telenord, che torna in barca a distanza di due anni e mezzo dall’intervista dell’autunno 2023, il numero uno di Regione Liguria non si fa pregare: “Mi trovavo meglio in Comune, un ruolo che sentivo più mio. Oggi, sono stato chiamato per un compito che, comunque, svolgo con passione. Riesco a divertirmi, pure, in questo incarico. Certo, non farò il secondo mandato. Alla fine del mio incarico, solo vela”.
Può sempre tornare in Comune? “Non esageriamo, c’è riuscito solo De Luca. Lui è il più bravo”.
Ecco lì, l’antipasto mediatico corredato da quello gastronomico all’insegna dell’immancabile focaccia con relativa lezione su come debba essere mangiata: “C’è un metodo che va seguito per gustarla appieno, lo insegno a tutti quelli che salgono qui sopra”.
Tra vita amministrativa e confessioni personali, in barca è un Marco Bucci disteso: “La malattia non mi ha cambiato, poi, così tanto. Ma potete sempre chiedere agli assessori cosa ne pensino alla fine delle riunioni di giunta. Certo, qualche volta, anch’io, ho pensato di non farcela”.
Diretto, come un pugno nello stomaco.
Poi, il racconto dell’esperienza da nonno: “Cinque mesi sono ancora pochi per una vera interazione”. Il rapporto con la moglie: “Comanda lei”. E lei, la signora Laura: “Ultimamente, dice che è preoccupato perché litighiamo poco”.
Il momento dei ragionamenti politici, però, arriva: “Avrei voluto fare di più, mi spiace molto per aver perso tempo con le tante falsità delle opposizioni”.
Le priorità si chiamano Diga portuale, sanità, waterfront e termovalorizzatore: “Nessuna preclusione, ma farlo a Genova porterebbe un risparmio. Ai sindaci che si oppongono dico che dovranno spiegare ai residenti i motivi degli aumenti della Tari. Io, da primo cittadino, avevo scritto alla Regione per dare la mia disponibilità. Tutto agli atti”.
Verso l’estate tra prestazioni sanitarie e incubo Autostrade: “Le chiacchiere stanno a zero davanti ai numeri. Agenas ci indica come Regione tra le più performanti. Restiamo tra i più bravi nei casi d’alta complessità, dobbiamo migliorare nei percorsi quotidiani non gravi. Viabilità? Entro fine mandato, via alle Autostrade del Mare con le merci che viaggeranno via mare alleggerendo A10 e A12”.
Ancora, il capitolo stadio: “C’è da lavorare, signori. Non mi pare che le due squadre abbiano la forza per procedere in autonomia”.
Immancabile, il riferimento a Silvia Salis: “L’ho invitata più volte in barca, in occasione delle Millevele ha preferito, giustamente, l’imbarcazione del presidente dello Yacht Club. Ma, poi, abbiamo vinto noi. L’invito resta valido, i rapporti umani sono buoni anche se noto un rallentamento di tanti cantieri e un inferiore utilizzo della bandiera di San Giorgio che rappresenta il nostro orgoglio, su Frally resta un tutt’uno”.
Rifiuta l’etichetta di maschilista, Marco Bucci. Ne spiega le motivazioni. Davanti alla Fiera del Mare trova il tempo per parlare di giovani: “Visione sbagliata pensare che se un ragazzo va all’estero è un nostro fallimento. Lo sarebbe se quella fosse l’unica alternativa. Ma Genova e la Liguria sono pieni di lavoro”.
Infine, quello che non ti aspetti. Tra sindaco e presidente, oggi, esiste un gergo bucciano: dalla vision alla best option, indimenticabili alcune sue uscite mediatiche. È il caso del celebre ‘Veda un po’ lei’ o ‘Genova non è in ginocchio’ all’indomani della tragedia del Morandi. Ma in quella classifica c’è, anche, il primo commento sul caso Toti: ‘Ma è un arresto?’ Quell’interrogativo giunse alle prime luci dell’alba. Oggi, a distanza di due anni, come rilegge la vicenda del predecessore?
“C’è poco da dire. Giovanni ha patteggiato, dunque, contento lui, contenti tutti. Io? Non voglio fare paragoni. Dico solo che non potrebbe mai capitarmi una cosa del genere perché non maneggio soldi, ed è per questo che non faccio politico. E la sua campagna elettorale? Mi sono fatto aiutare dai partiti, ma capisco che questa situazione dovrà essere messa a posto a livello nazionale altrimenti continuerà a generare confusione”.
Io, Marco Bucci: in onda su Telenord stasera (venerdì 5 giugno) alle 20.30, sabato alle 17.00 e alle 23.30, domenica alle 15.30.
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