'Io' Conte a Telenord: "Al centro sinistra manca un Prodi. Grillo? Se vuole fermarsi, sono disponibile". Poi gela Renzi: "La sommatoria in politica no

di Gilberto Volpara

Il leader Cinque Stelle si racconta tra privato e Palazzo Chigi. Voce rotta dall'emozione sulla malattia

È Giuseppe Conte, l’ospite della seconda puntata di ‘Io”, il format di Telenord che incontra i
personaggi all’esterno dagli ambienti formali.


In mezzo al verde di un parco genovese, l’ex premier conferma le sue passioni per lettura
e film: “Ma i giardinetti, per me, possono attendere” precisa all’inizio della conversazione.
Rifiuta un titolo come ‘Il Camaleonte’ per descrivere la sua carriera politica e cita, invece,
come testi del cuore ‘Saggio sulla lucidità’ di Josè Saramago o ‘Il Barone Rampante' di
Italo Calvino: “Ma, Io, resto con i piedi ben piantati per terra”. Tra le pellicole
cinematografiche, emerge ‘La Dolce Vita’.


Tuttavia, Giuseppe Conte non si sottrae alla visione politica: “Di primarie non abbiamo
parlato noi, semmai tutto il Pd e subito dopo si sono preoccupati”. All’osservazione che il
centro sinistra abbia vinto solo con un federatore, la replica: “Oggi di Prodi, in giro, non ne
vedo. È sicuro? Se ci fosse, lo avreste scritto voi giornalisti”.

 

Da qui, il passo obbligato alle alleanze e i dissapori con Matteo Renzi non paiono del tutto
superati. Nel ricordare il celebre invito di don Andrea Gallo a Claudio Burlando – “per
vincere imbarca tutti - Conte tira il freno a mano: “Vedremo, in politica la sommatoria non
vale. Serve condivisione del progetto, affidabilità e non accettazioni strumentali”. Poi,
prova a lasciare uno spiraglio: “In questa fase, non pongo veti”.


Guarda la telecamera e si emoziona nel ripensare all’Io più personale, quello che
recentemente l’ha visto alle prese con la malattia: “Certo, pensi di non farcela e di poter
dare dolore a chi ti vuole bene. Dico altrettanto a chi sta passando questi momenti, mai
mollare”.


Infine, lo sguardo su Genova e la Liguria: “Certi palazzi sono straordinari come i vostri
caruggi. Sant’Ilario? Certo che la conosco, anche alcuni dei suoi abitanti”.


Ecco, appunto: c’è possibilità di pace con Beppe Grillo, magari, davanti a un piatto di trofie
al pesto? “E’ lui che ha avviato la guerra della giurisprudenza, noi ci difenderemo. Poi, se
volesse fermarsi ci sarebbe la disponibilità a parlarne, ma con lui non ho alcun rammarico.
Credo d’essere stato sempre rispettosissimo. È rimasto sempre a Genova e voleva essere
aggiornato, quando abbiamo avviato la democratizzazione del Movimento, perché non
poteva lasciare le cose così con tutto quel potere a Casaleggio, lui si è messo contro la
comunità. Non contro Conte”.

 

 

 

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