Il console cinese a Regione Liguria: "Gemellaggio con provincia di Hainan rafforza cooperazione"
di Redazione
Yin Qi, console generale della Repubblica popolare cinese a Firenze, ha inviato una lettera in relazione alla recente visita della Regione Liguria in Cina e alle prospettive di cooperazione commerciale tra Italia e Cina.
Ecco il testo:
Connettere il mondo per uno sviluppo condiviso
Il 26 giugno si è conclusa a Pechino la quarta edizione della China International Supply Chain Expo (CISCE). Prima fiera di livello nazionale al mondo interamente dedicata alle catene di fornitura, la CISCE offre alle imprese cinesi e internazionali una piattaforma per presentare filiere produttive, ecosistemi industriali e scenari applicativi, favorendo al tempo stesso la ricerca di partner commerciali e di soluzioni di cooperazione. L'edizione di quest'anno ha visto la partecipazione di oltre 1.200 espositori cinesi e stranieri. La Regione Liguria è stata presente in qualità di regione ospite straniera.
Nel corso della manifestazione, la Regione Liguria ha sottoscritto diversi protocolli d'intesa con la Provincia di Hainan e ha avviato un rapporto di gemellaggio con essa. Le due parti hanno concordato di valorizzare i rispettivi punti di forza e di rafforzare la cooperazione nei settori dell'integrazione industriale, dello sviluppo portuale e della logistica. Il Porto di libero scambio di Hainan rappresenta un importante punto di accesso al mercato cinese, mentre la Liguria costituisce uno dei principali hub marittimi e logistici dell'Europa meridionale. Questa collaborazione riflette il dinamismo e il potenziale della cooperazione tra le realtà locali di Cina e Italia. Essa contribuirà a favorire la mobilità di persone e merci tra le due aree, ad approfondire la cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi e a promuovere l'interconnessione tra Europa e Asia.
Nel contesto delle tensioni geopolitiche e della crescente ondata protezionistica, la Cina continua a salvaguardare con determinazione la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento globali, promuovendo con azioni concrete la cooperazione internazionale nelle catene di fornitura. Le imprese cinesi contribuiscono alla crescita dell’economia mondiale facendo leva sulla stabilità delle proprie catene di fornitura.
– Sul piano istituzionale, la Cina continua a ridurre la lista negativa per l’accesso agli investimenti esteri e ad applicare il principio del trattamento nazionale alle imprese a capitale straniero. Condivide attivamente le opportunità offerte dal proprio vastissimo mercato e organizza da diversi anni la prima esposizione fieristica nazionale al mondo dedicata alle importazioni, favorendo l’ingresso nel mercato cinese di prodotti, tecnologie e servizi provenienti dall’estero.
– Sul piano degli scambi commerciali, nei primi cinque mesi di quest’anno le importazioni cinesi sono cresciute del 20,5%, con un incremento superiore di 8,7 punti percentuali rispetto a quello delle esportazioni. Tra i 50 principali partner commerciali della Cina, 32 hanno registrato una crescita delle esportazioni verso la Cina superiore a quella delle importazioni dalla Cina.
– Sul piano dello sviluppo industriale, attrezzature e componenti prodotti in Cina sostengono numerosi Paesi nel processo di ammodernamento industriale, nella transizione verde e in una più efficace integrazione nelle catene globali del valore. Secondo l’UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo), grazie al commercio di beni intermedi con la Cina, tra il 2007 e il 2024 il numero dei Paesi in via di sviluppo presenti tra i principali hub commerciali mondiali è passato da 6 a 11.
– Sul piano dei consumi delle famiglie, i prodotti cinesi, caratterizzati da un elevato rapporto qualità-prezzo, contribuiscono efficacemente a contenere le pressioni inflazionistiche e ad alleggerire la spesa delle famiglie. Secondo una simulazione pubblicata dalla Banca Centrale Europea, un aumento del 10% delle importazioni dell’Unione europea dalla Cina nel 2026 comporterebbe una riduzione dell’1,6% dei prezzi complessivi delle importazioni dell’UE.
La Cina è il principale partner commerciale dell’Italia in Asia e il volume degli scambi bilaterali supera da anni i 70 miliardi di dollari. Nel corso della XII Riunione del Comitato Governativo Cina-Italia, svoltasi lo scorso anno, le due parti hanno raggiunto importanti intese, confermando il comune impegno a sostenere il libero scambio e a garantire la stabilità delle catene di approvvigionamento globali. Nell’aprile di quest’anno si è tenuta la XVI Riunione del Comitato Misto per la Cooperazione Economica Cina-Italia, durante la quale le parti hanno approfondito il confronto sull’evoluzione delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Italia e tra Cina e Unione europea, trasmettendo un segnale positivo e stabile di cooperazione e contribuendo a rafforzare la stabilità del commercio mondiale e la sicurezza delle catene di approvvigionamento globali.
Quest’anno segna l’avvio del 15° Piano Quinquennale della Cina. Il Piano definisce con chiarezza l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’apertura di alto livello verso l’esterno e di inaugurare una nuova fase di cooperazione fondata sul mutuo vantaggio, creando nuove opportunità di sviluppo per un numero sempre maggiore di Paesi. Auspichiamo che Cina e Italia continuino a promuovere uno spirito di apertura, inclusione e mutuo vantaggio, salvaguardino congiuntamente la stabilità delle catene di approvvigionamento globali, approfondiscano la cooperazione pragmatica bilaterale a beneficio dei due popoli e contribuiscano insieme alla pace e allo sviluppo nel mondo.
Yin Qi, console generale della Repubblica popolare cinese a Firenze
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