Il vaccino: unica reale sicurezza

di Paolo Lingua

Il vaccino: unica reale sicurezza

E’ molto positiva la notizia relativa alla percentuale di docenti e di personale scolastico vaccinato. Occorre insistere a tutti i costi e con crescente propaganda e, al tempo stesso, puntare anche alla vaccinazione dei più giovani. Occorre arrivare a settembre a una percentuale superiore all’ 80% per consentire le lezioni in presenza, eliminando il periodo  delle lezioni a distanza, del tutto negative da ogni punto di vista. Dall’Università all’asilo  è importante la didattica in presenza per non creare danni, poi non recuperabili, in generazioni di studenti. C’è un periodo “nero” che è urgente cancellare. In questa chiave, le manifestazioni dei “no vax”, che di giorno in giorno scendono di numero, sono ormai sempre di più un fioco tentativo di trovare spazi politici da parte di gruppuscoli  di scarsa consistenza. Hanno ragione quei politici, tra i quali il presidente della regione Liguria Giovanni Toti, che spingono sull’incremento della vaccinazione in tutte le fasce di età. E’ l’unico mezzo per bloccare la pandemia e di ridurne al minimo gli effetti. Al tempo stesso, per fortuna, il “green pass” sta guadagnando il favore dell’opinione pubblica, prendendo per esatto il dato statistico che vede in maniera positiva l’impiego del “lasciapassare” da parte dell’ 80% della popolazione. Gli Italiani hanno capito, a quanto pare, che il “green pass” è una difesa per chi si è vaccinato e una sicurezza per i locali chiusi ai quali si può accedere: teatri, cinema, grandi bar al chiuso e ristoranti. Forse sarà impiegabile anche per bus, treni e aerei. Ma è giusto e corretto che sia così, tanto è vero che, di fronte all’uso del “green pass”, una larga fascia di indecisi si sta muovendo a farsi fare il vaccino. Ma il “lasciapassare”, facile a farsi rilasciare, oltre che essere una difesa , è uno strumento che accentua la libertà di movimento dei cittadini e aumenta la libertà, quella alla quale tutti aspirano.  Accanto all’esigenza, sentita da tutta l’opinione pubblica, d’una ripresa della scuola con didattica in presenza, l’opinione pubblica è particolarmente coinvolta dalla questione, non meno urgente, della vaccinazione del personale sanitario – medici, infermieri, specialisti – con il quale i cittadini ricoverati devono avere contatto, sia per le questioni inerenti al Covid, sia per qualunque aspetto di altre affezioni. I cittadini non sono affatto favorevoli a essere a contatto con personale non vaccinato.  A quanto risulterebbe alle autorità sanitarie, in particolare mci riferiamo alla Liguria,  il numero dei non vaccinati non sarebbe troppo alto, se non addirittura inconsistente, in particolare per quel che riguarda i medici. La percentuale è maggiore per quel che concerne sanitari e tecnici: ma il rischio di essere trasferiti ad altri reparti con stupendi inferiori se non addirittura di essere sospesi dal servizio sembra stia facendo muovere verso la vaccinazione molti soggetti.  D’altro canto di dati statistici sono obiettivi: in pratica tutti i soggetti ricoverati o comunque colpiti dalle ultime infezioni risultano non vaccinati, con qualche raro caso di chi ha avuto una sola vaccinazione. Questi i dati obiettivi , sottolineati dai vertici sanitari italiani e di tutte le regioni. I movimenti “no pass”, al di là di piccoli movimenti politici alternativi in cerca di visibilità nelle prospettiva delle elezioni, hanno gli spazi troppo stretti. Occorre vaccinare, con il maggior ritmo possibile, la popolazione di tutte le età. Solo così sarà possibile tornare al più presto alla normalità alla quale tutti aspiriamo.