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Il piccolo terremoto della Cassazione sul "caso Berneschi": ci saranno ricadute sulle sorti della Carige?

di Paolo Lingua

Giovanni Berneschi avrebbe voglia di rinunciare alla prescrizione, quando scatteranno i tempi (come pare nel 2023), per andare avanti sino in fondo sulla sua vicenda. E’ alla ricerca della rivincita. Ma una cosa sono i vizi di forma, un’altra le eventuali responsabilità. Si deciderà il da farsi dopo ampie consultazioni con la troupe di avvocati che lo difendono e anche con i legali degli altri imputati già condannati in primo e in secondo grado. La vicenda è quantomai complicata e coinvolge, anche indirettamente, l’intera questione che riguarda le azioni di salvataggio della Carige, che però oscilla – non sappiamo ancora come e dove – tra le scelte dei tre commissari che attualmente la gestiscono e quelli che saranno i comportamenti del silente gruppo di maggioranza azionaria della banca, ovvero i Malacalza che potrebbero presentare azioni legali oltre a quelle annunciate nei giorni scorsi e che riguardano proprio la nomina dei commissari lo scorso gennaio.

In queste ultime vicende Giovani Berneschi non c’entra, dal momento che la sua uscita di scena risale al biennio 2013 – 14 quando il suo “regno” fu rovesciato da un’azione della magistratura genovese. Ma l’azione giudiziaria che aveva portato all’incarcerazione dell’ex presidente della banca e poi alla sua doppia condanna in tribunale e in appello a più di otto anni di reclusione, nonché a un vistoso sequestro del suo patrimonio (più di venti milioni), è stata liquefatta dalla sentenza di ieri sera della Cassazione che ha stabilità che “è tutto da rifare” perché la magistratura genovese, dato il tipo di reati e la particolare situazione locale, non era competente. Le du4e sentenze  sono state annullate e tutto il procedimento ricomincerà – non si da quando: tra un anno, tra due anni? – di fronte alla magistratura di Milano. E’ facile fare i conti. Una sentenza di primo grado non sarà possibile averla (data anche la complessità della causa e delle migliaia id pagine di documenti da esaminare) prima del 2022, a voler essere ottimisti. Il che significa che la prescrizione scatterà prima del processo d’appello ed, ovviamente, e della ipotetica Cassazione.  La sentenza di ieri è tecnica e formale, procedurale e non riguarda i contenuti di eventuale colpevolezza di Berneschi e degli altri imputati. Sorgerà inoltre la questione di possibili risarcimenti economici a Berneschi e  agli altri personaggi coinvolti: risarcimenti concreti o emblematici, restituzioni di ingenti somme sequestrate? Non solo: ci saranno eventuali richieste per danni da parte degli attuali gestori della Carige? Non è facile capirlo, considerata la complessità della vicenda e tutti le sue possibili connessioni, considerate le difficoltà nelle quali si è mosso in questi ultimi cinque anni l’istituto di credito ligure.

Se è anche vero che c’è un forte desiderio di chiudere la partita tanto sgradevole e di rimuoverla, se possibile. Berneschi è alla ricerca d’una rivincita, considerato il suo carattere bellicoso, anche perché ritiene che sia stata la sua caduta a procurare danni alla banca e non eventuali errori (o reati presunti) da lui commessi. La sentenza della Cassazione ha comunque agitato gli animi in molti ambienti genovesi, a cominciare dall’ambiente della magistratura che ha incassato una pesante sconfitta, sul paino tecnico, una disfatta che rimanda il ricordo al processo contro l’ex presidente del Porto, Giovanni Novi, che però venne assolto da ogni accusa e non salvato con questioni tecniche e procedurali.  Ora la strategia, al di là di una certa animosità  del maggior imputato, ora tocca alla squadra dei difensori che, sul piano formale, dovrà predisporre le prossime mosse, anche in attesa che a Milano venga messa in campo la équipe dei magistrati d’accusa e giudicante che dovranno, in parole povere, ricominciare da campo un procedimento certamente difficile e complicato  che presuppone tempi lunghi e un complicato confronto e contrasto di perizie e di verifiche. Su tutto, infine, penderà la scadenza a orologeria della prescrizione. Ma questa è una pagina ancora tutta la scrivere. E da vivere.

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