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Il 6 aprile torna il Carbonara Day: la "spaghettata social" più grande del mondo

di Alessandro Bacci

L'hashtag #CarbonaraDay ha raggiunto in 5 anni una platea di oltre 1 miliardo di persone, tra puristi e innovazione resta uno dei piatti più amati

A Roma sul tema "Sua maestà carbonara" vengono organizzati derby culinari tra le osterie dei diversi rioni con trasferte fino ai Castelli; a Milano impazzano le interpretazioni creative dalla vegetariana alla Carbonara sbagliata, iconica quanto il Negroni, con le consegne a domicilio arriva la versione "su stecco", utile per le pause dallo smart working o nelle passeggiate sotto casa per consolarsi dal confinamento imposto dalla pandemia. Ma il successo di questo piatto-simbolo della cucina romanesca è internazionale al punto che il 6 aprile torna il Carbonara Day, la "spaghettata social" più grande del mondo dedicata alla ricetta di pasta più amata e condivisa. Ad oggi oltre 1.4 milioni sono i contenuti su Instagram dell'hashtag #Carbonara.

Ideato dai pastai di Unione Italiana Food e supportato Ipo - International Pasta Organisation, mentre il #CarbonaraDay ha raggiunto in 5 anni una platea potenziale di oltre 1 miliardo di persone- Per i puristi esiste solo una maniera per farla e cinque ingredienti canonici: pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe. Gli innovatori invece credono che, essendo la pasta un piatto versatile, non debbano esserci limiti alle reinterpretazioni di questa ricetta spesso arricchiti dal tartufo nero.

"Nella Carbonara - ricorda lo chef Luciano Monosilio - l'uovo dà cremosità e umami, il guanciale croccantezza, grasso e "concia", il formaggio la sapidità, il pepe la nota speziata. Ma sono i particolari a fare la differenza. Ad esempio, il guanciale tagliato a strisce sottili è più croccante e sapido rispetto a quello a dadini, che invece è più morbido e importante nella masticazione". Secondo Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai di Unione Italiana Food, "la Carbonara è una sola, come Venezia. Poi ognuno ha i suoi segreti." 

Se le origini sono incerte - gli Usa con la razione K a base di tuorlo in polvere e bacon dei militari americani nel 1944 contendono all'Italia la paternità - nella nostra tradizione è considerata una fortunata evoluzione del piatto detto 'cacio e ova', di origini laziali e abruzzesi. Nella ricostruzione dello storico della gastronomia Luca Cesari, la Carbonara fa la sua comparsa sulle riviste di cucina negli anni Cinquanta e nella sua storia è stata preparata con prosciutto (o coppa) e funghi; con uova, parmigiano e vongole; con aglio, gruviera e parmigiano. E che dire della versione di Ugo Tognazzi, con panna, peperoncino e brandy, cucinata per centinaia di americani durante un tour promozionale negli States. Per decenni l'unico modo per renderla cremosa prevedeva l'aggiunta della panna. Solo negli ultimi 15-20 anni, invece, un approccio più scientifico (la mantecatura fuori dal fuoco, la cottura a bagnomaria del composto di uova e formaggio non oltre i 62 gradi di temperatura) e la disponibilità di utensili come il termometro da cucina rendono la Carbonara perfetta alla portata di tutti. Ma c'è chi vuole assaporarne il gusto senza neanche mettersi ai fornelli.