I tormenti delle future alleanze

di Paolo Lingua

I tormenti delle future alleanze

Fa discutere, ma tutto sommato senza drammi considerato il blando interesse dell’opinione pubblica,  la possibile alleanza di Italia Viva con il centrodestra nella prospettiva delle elezioni amministrative di Genova della prossima primavera.  Da parte di Raffaelle Paita è partita una “avance” nei confronti del sindaco Marco Bucci in merito al voto della prossima primavera per il rinnovo della amministrazione comunale di Genova. Una ipotesi di alleanza che nascerebbe    dalla incompatibilità di Italia Viva con il M5s e con l’estrema sinistra. Ma, sia pure con tutti i distingui del caso, una porte di £Italia Viva”, anche in consiglio comunale è insorta rifiutando la proposta ritenendola un tradimento politico.  Nel complesso non è sembrata una mossa del tutto felice, anche perché, ancora alle regionali dello scorso autunno, il partito renziano aveva preferito correre da solo, per non allearsi a destra o a sinistra. Italia  Viva, a voler valutare, sia pure con tutte le cautele del caso, la situazione nazionale e quelle specificamente locali, non sembra raccogliere un grande successo. I sondaggi, per quello che valgono obiettivamente, non assegnano al partito di Renzi  percentuali superiori al 2%: una dimensione nazionale che potrebbe avere esisti anche più bassi a livello locale.  Il problema del movimento è legato al fatto della incompatibilità tra i renziani e il M5s. Una dimensione che rende difficile se non impossibile la loro presenza in una alleanza più vasta di centrosinistra. Anche se, proprio nell’area di centrosinistra, per il momento, né a Savona dove si voterà a ottobre, né a Genova dove si voterà la prossima primavera, per il momento non si sta muovendo un accordo tra il Pd e i “grillini”. Ma non emerge, come del resto è avvenuto alle elezioni regionali dello scorso anno, una alleanza di cui faccia parte il M5s. La situazione, anche sulla base delle differenti posizioni assunte dai partiti in margine alla diffusione dei vaccini e dell’uso del “green pass”, non presenta omologie tra gli schieramenti di centrodestra e3 di centrosinistra all’interno della complicata logica della maggioranza che sostiene il governo di Mario Draghi, ma non mancano oscillazioni tra i partiti “piccoli” dell’area di centro, tra i quali può essere annoverato Italia Viva. In realtà, al di là delle posizioni più rigide e consolidati dei due maggiori schieramenti, esiste una realtà piccola, articolata e complicata che oscilla tra le agglomerazioni maggiori e che cerca di trovare le soluzioni più vantaggiose – per adeso a livello amministrativo ma pensando sempre alle elezioni politiche del 2023 -  in un contesto sempre più complicato. Perché, proprio   nella prospettive delle elezioni politiche, la percentuale di presenza in parlamento si abbasserà in maniera drastica per via del pesante taglio al numero dei parlamentari. Molti micropartiti, compresa Italia Viva, rischiano addirittura di scomparire dalle due Camere (in particolare dal Senato) anche perché non sembra che, nella prospettiva d’una riforma elettorale, sembra assai difficile che passi una legge che istituisce una proporzionale pura. Questa situazione, che è al di fuori anche dalle discussioni sulla politica governativa sul piano strettamente operativo , spiega, almeno in parte, le oscillazioni sulle alleanze tattiche per le prossime elezioni amministrative: sembrano prove   di approccio con eventuali spostamenti dell’opinione pubblica che è pur sempre fragile e ondivaga da troppi anni.  In questa chiave va letto il tenetivo-pasticcio di accordo dei renziani con lo schieramento a Marco Bucci per le elezioni comunali di Genova.