Green Pass, ipotesi al vaglio: obbligatorio con una dose in ristoranti e bar al chiuso, due per volare

di Alessandro Bacci

Prosegue il braccio di ferro tra Governo e Regioni, la sensazione è che alla fine toccherà a Draghi trovare una sintesi. Giornata decisiva

Non c'è ancora accordo nella maggioranza e tra governo e regioni sull'utilizzo del green pass e sulla revisione dei parametri del monitoraggio con i quali vengono assegnati i colori delle regioni: sia la cabina di regia politica sia la Stato-Regioni sono slittate, anche se viene confermato che ci sarà il Consiglio dei ministri nelle prossime ore per approvare il nuovo decreto. Tutti segnali delle tensioni tra le diverse forze politiche che ancora una volta toccherà al premier Mario Draghi stemperare per trovare una sintesi. La linea di palazzo Chigi è però netta: bisogna intervenire subito per evitare di trovarsi di fronte all'incubo di nuove chiusure.

I numeri, d'altronde, sono chiari: una settimana fa l'incremento dei casi in 24 ore è stato di 1.534 mentre ora quel numero è schizzato a 4.259. Le posizioni restano per il momento distanti e il documento della Conferenza delle Regioni lo conferma, anche se il presidente Massimiliano Fedriga parla di proposte elaborate in "un'ottica positiva e di collaborazione istituzionale".

La richiesta delle regioni è chiara: utilizzare il pass solo "per permettere in sicurezza la ripresa di attività fino ad oggi non consentite o limitate": eventi sportivi, concerti, discoteche, fiere e congressi. Dunque niente ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine. All'opposto c'è chi, come il ministro della Salute Roberto Speranza ed altri nella maggioranza, spinge per un uso 'estensivo' dei certificati.  Palazzo Chigi è in ogni caso orientato per un intervento immediato e deciso, mantenendo una certa gradualità nelle scelte: in sostanza, si lascerà il tempo di vaccinarsi a chi ancora non lo ha fatto, almeno con la prima dose, e contestualmente verranno fissate date certe e paletti chiari per l'utilizzo del pass il cui scopo, viene ribadito, è proprio quello di evitare chiusure che potrebbero scattare già nelle prossime settimane.

L'ipotesi che si sta facendo strada è dunque quella di partire da subito con l'obbligo del pass per tutta una serie di attività non essenziali e da settembre estenderlo a quelle essenziali. Già dalla settimana prossima o al più tardi all'inizio d'agosto per sedersi nei bar e nei ristoranti al chiuso potrebbe essere necessario avere il pass, ottenibile in questa prima fase con una sola dose (o con il certificato di guarigione o il tampone negativo), mentre nessun obbligo ci sarà per prendere il caffè al bancone. Le due dosi saranno invece necessarie per entrare in discoteca o per prendere treni, aerei e navi a lunga percorrenza.