Giustizia, Orlando: “La destra farà campagna sugli errori giudiziari. Ma non c’è alcun nesso con la separazione delle carriere”
di Redazione
L'esponente del Pd interviene sul dibattito politico che ruota intorno al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura
“La campagna elettorale della destra sul Referendum della Giustizia ormai è abbastanza chiara. Non so se la farà direttamente Giorgia Meloni, ma sicuramente la stanno portando avanti molti mezzi di informazione della destra e anche alcuni che teoricamente non dovrebbero esserlo”. Lo afferma l’ex ministro della Giustizia ed esponente del Partito Democratico Andrea Orlando in un video pubblicato sui social, intervenendo sul dibattito politico che ruota intorno al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura.
Secondo Orlando, la strategia comunicativa del centrodestra si basa su una “campagna subliminale” che punta a mettere in risalto alcuni errori giudiziari per giustificare la necessità di una riforma strutturale del sistema giudiziario. “Si mostrano una serie di errori della magistratura e contemporaneamente si fa discendere da essi l’esigenza di un cambiamento che porterebbe come soluzione la separazione delle carriere”, spiega l’ex ministro.
Un nesso, tuttavia, che per Orlando “non esiste affatto”. “Non è dimostrato – aggiunge – che questi errori giudiziari siano conseguenza del fatto che le carriere non siano separate. Basterebbe guardare agli Stati Uniti o alla Gran Bretagna per capire che anche in Paesi dove le carriere di giudici e pubblici ministeri sono distinte, gli errori giudiziari purtroppo non vengono evitati”.
L’esponente dem sottolinea come “non ci sia alcun rapporto logico tra gli errori giudiziari e l’assetto della magistratura o il rapporto tra pubblico ministero e giudicante”. Orlando riconosce che “ci sono pro e contro in entrambi i modelli”, ma ribadisce che “in nessun sistema al mondo gli errori giudiziari sono completamente evitabili”.
“Dovremmo essere fieri – prosegue l’ex guardasigilli – del fatto che i nostri gradi di giudizio consentono di ridurre o comunque di rimediare agli errori, anche se talvolta troppo tardi. E soprattutto – aggiunge – i nostri errori non sono mai fatali, perché in altri Paesi possono portare persino alla pena di morte sulla base di valutazioni sbagliate”.
Orlando conclude con una previsione sul tono che prenderà il dibattito pubblico: “Non credo che si parlerà di questo. La campagna sarà fatta su Garlasco o su altri casi di cronaca dubbi, e come soluzione per non avere più questi problemi si inviterà a votare per la separazione delle carriere. Peccato – conclude – che tra le due cose non ci sia nessun rapporto”.
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