Genova, vertenza chiusa: firmato l'accordo sui dipendenti comunali

di Claudio Baffico

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Genova, vertenza chiusa: firmato l'accordo sui dipendenti comunali

Il confronto tra Comune di Genova, organizzazioni sindacali e Rsu si è concluso con la firma di un accordo sul personale dell'ente, mettendo fine a una fase di forte tensione culminata con lo stato di agitazione proclamato il 22 giugno da tutte le sigle della funzione pubblica. L'intesa è stata annunciata nel corso della seduta del consiglio comunale dall'assessora al Personale Rita Bruzzone, intervenuta al termine del dibattito richiesto dalle forze di opposizione.

Nel suo intervento, Bruzzone ha definito il risultato raggiunto un passaggio particolarmente significativo per l'amministrazione. "Oggi è stato firmato questo accordo di intesa tra il Comune, le organizzazioni sindacali e la Rsu del Comune di Genova", ha dichiarato, evidenziando come il piano delle assunzioni rappresenti, a suo giudizio, un traguardo storico. L'assessora ha spiegato che il turnover sarà pari al 102% nel 2026 e al 75% nel 2027, grazie a uno stanziamento complessivo di 4,5 milioni di euro.

Entrando nel dettaglio, l'esponente della giunta ha illustrato un programma che prevede 255 nuove assunzioni a fronte di 250 cessazioni, con un incremento netto di cinque dipendenti. Ha inoltre annunciato che 57 persone saranno assunte nell'immediato, sfruttando graduatorie già disponibili che consentono di accelerare le procedure.

Particolare attenzione è stata riservata alla polizia locale, uno dei comparti che i sindacati avevano indicato tra quelli maggiormente in difficoltà, insieme ai servizi sociali, ai servizi demografici, alle scuole 0-6 e al settore della cultura. Bruzzone ha precisato che l'organico sarà rafforzato con 23 nuove unità, di cui 19 provenienti dal concorso e 4 dalle graduatorie esistenti. A queste si aggiungeranno ulteriori assunzioni a tempo indeterminato finanziate attraverso la tassa di soggiorno: sono stati destinati 300 mila euro all'anno per tre anni, fino al 2028, per reclutare nuovi agenti attingendo alle graduatorie del Comune e della Città Metropolitana. L'assessora ha inoltre annunciato l'avvio di un nuovo concorso a tempo indeterminato per proseguire il potenziamento del corpo.

L'accordo arriva al termine di una vertenza aperta dalle sigle Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Usb P.I. e Cse-Diccap, che avevano proclamato lo stato di agitazione denunciando il rischio di perdere 570 dipendenti tra il 2023 e il 2028, l'eccessivo ricorso al lavoro straordinario, il mancato rispetto di alcuni accordi integrativi e carichi di lavoro ritenuti non più sostenibili in numerosi settori strategici. Il 29 giugno la protesta era approdata anche davanti alla Prefettura, dove i sindacati avevano evidenziato come le circa 90 mila ore di straordinario annue fossero ormai diventate una componente strutturale dell'organizzazione del lavoro.

Il tema è arrivato in consiglio comunale grazie a un documento presentato da Pietro Piciocchi per Vince Genova, Ilaria Cavo per Noi Moderati, Sergio Gambino per il Gruppo Misto, Alessandra Bianchi per Fratelli d'Italia e Paola Bordilli per la Lega. Piciocchi, però, non ha potuto prendere parte alla discussione perché bloccato sull'A10, dove il ribaltamento di un tir tra Arenzano e Pra' gli ha impedito di raggiungere Palazzo Tursi.

A intervenire per Vince Genova è stato quindi Mauro Avvenente, che ha espresso piena solidarietà ai dipendenti comunali, sottolineando come il personale supplisca quotidianamente alle carenze dell'ente con grande dedizione, smentendo i luoghi comuni sui lavoratori pubblici. Il consigliere ha poi puntato il dito contro la gestione della giunta, ricordando che uno stato di agitazione unitario di tutte le organizzazioni sindacali non si verificava da oltre un decennio. Secondo Avvenente, anche l'iniziativa dell'opposizione avrebbe contribuito ad accelerare il raggiungimento dell'intesa, pur ribadendo un giudizio severo sulla gestione politica della vicenda.

Dai banchi della maggioranza è intervenuto Filippo Bruzzone, della lista civica Silvia Salis, sostenendo che le difficoltà denunciate dai sindacati affondano le radici nella precedente amministrazione e non rappresentano un problema nato negli ultimi mesi. Ha inoltre difeso il confronto tra amministrazione, sindacati e forze politiche, definendolo un elemento essenziale del sistema democratico.

Di tutt'altro tenore gli interventi dell'opposizione. Alessandra Bianchi, di Fratelli d'Italia, ha accusato la maggioranza di attribuire impropriamente al Governo le responsabilità della situazione, sostenendo che le criticità derivino invece dalle scelte dell'amministrazione comunale. Pur esprimendo solidarietà ai lavoratori, ha auspicato una rapida revoca dello stato di agitazione.

Molto critica anche Paola Bordilli, consigliera della Lega, che ha definito la vertenza sindacale un fatto senza precedenti nella storia recente dell'ente. Secondo Bordilli, le difficoltà nella gestione delle relazioni sindacali e dello smart working dimostrerebbero l'incapacità della giunta nella gestione del personale. La consigliera ha inoltre sostenuto che il raggiungimento dell'accordo dimostri come le risorse economiche fossero reperibili anche in precedenza, contestando le precedenti affermazioni dell'amministrazione sulla limitata capacità assunzionale.

Più articolata la posizione di Ilaria Cavo, capogruppo di Noi Moderati, che ha accolto positivamente il raggiungimento dell'intesa ma ha chiesto chiarimenti sui tempi della trattativa. A suo giudizio, il risultato è certamente favorevole, soprattutto se consentirà di ridurre il ricorso agli straordinari e garantire servizi più efficienti ai cittadini. Ha però ricordato che durante il confronto in Prefettura i sindacati avevano denunciato uno squilibrio nella distribuzione delle risorse tra dirigenti e personale, domandandosi perché le somme necessarie siano state individuate soltanto dopo l'avvio dello stato di agitazione.

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche Mario Mascia, di Forza Italia, che ha invitato tutte le parti ad assumere un atteggiamento responsabile nell'interesse dei lavoratori, e Francesco Maresca, del Gruppo Misto, che ha espresso la propria vicinanza ai dipendenti comunali.

Nella replica conclusiva, Rita Bruzzone ha respinto le accuse rivolte all'amministrazione, sostenendo che il dialogo con i lavoratori non sia mai venuto meno e che non vi sia mai stata contrapposizione tra il personale del comparto e la dirigenza. Ha ricordato come le richieste avanzate dai sindacati risalissero già al 2023, indicando il 2024 come l'anno più difficile sul fronte del turnover, fermo al 50%.

Rispondendo alle polemiche emerse durante il confronto in Prefettura, l'assessora ha precisato che eventuali critiche al Governo erano state espresse esclusivamente dalle organizzazioni sindacali, mentre l'amministrazione si era limitata a evidenziare i vincoli finanziari, che in questo caso, ha ribadito, non rappresentavano un ostacolo.

Bruzzone ha infine sottolineato che il verbale sottoscritto non rappresenta soltanto la conclusione della vertenza, ma segna l'avvio di una nuova fase di confronto permanente con i rappresentanti dei lavoratori. Ha ricordato che lo stato di agitazione ha favorito l'apertura di tavoli dedicati a tutti i temi ancora aperti e ha definito il turnover al 102% un livello che il Comune di Genova non raggiungeva da molti anni, ribadendo che l'obiettivo dell'intesa è migliorare il benessere lavorativo e rafforzare i servizi offerti ai cittadini.

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