Genova, la Tassa sui rifiuti (Tari) verso un aumento di oltre il 5%

di Redazione

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Genova, la Tassa sui rifiuti (Tari) verso un aumento di oltre il 5%

GENOVA - Un aumento della TARI che si aggira attorno al 5,6% o 5,7% e che servirà a coprire almeno in parte l’aumento dei costi sancito dal piano economico finanziario dell’azienda partecipata (6,7%). E' quanto si profila per i cittadini genovesi.

La cifra è stata presentata dall’assessora ai Rifiuti Silvia Pericu martedì sera in una riunione di maggioranza alla quale hanno partecipato i capigruppo e i segretari dei partiti. Un appuntamento quasi solo formale visto il passaggio obbligato per l’amministrazione.

Ora il passaggio in giunta (in forma itinerante, in Bassa Val Bisagno) e poi la discussione e votazione in consiglio comunale. Le nuove tariffe scatteranno già in vista del saldo Tari di fine anno ma secondo le scadenze di legge il piano va definito entro il 31 luglio.

Il rincaro dovrebbe essere orizzontale per tutte le categorie di utenti e sarà mitigato, probabilmente, dall’uso di parte delle risorse dall’imposta di soggiorno. Ma ancora prima di essere presentato ha già fatto scattare le prime critiche da parte dei sindacati che hanno emesso un comunicato:

CGIL CISL UIL Genova esprimono forte preoccupazione in merito a un possibile incremento della TARI nel Comune di Genova e sono contrarie a qualsiasi ipotesi di aumento che ancora una volta penalizzerebbe le famiglie e le fasce più fragili della popolazione oltre che  vanificare il lavoro avviato nelle ultime settimane dalle organizzazioni sindacali  per la definizione di un  nuovo protocollo per sostenere le famiglie in difficoltà’.
Nelle ultime settimane  come  CGIL CISL UIL abbiamo avanzato proposte precise per confermare ed allargare il contributo comunale  già sottoscritto  negli anni precedenti sommandolo al nuovo bonus varato a livello nazionale in particolare chiedendo che anche  il contributo comunale possa essere erogato in modo automatico  e non dietro richiesta dei beneficiarI  in modo da garantire l’universalità della misura.
Come CGIL CISL UIL abbiamo  inoltre chiesto al Comune di Genova di confermare integralmente lo stanziamento di 1.200.000 euro previsto dal precedente protocollo poichè Bonus nazionale non può diventare un alibi per ridurre l’impegno dell’Amministrazione comunale ma, deve essere l’occasione per ampliare la tutela sociale, soprattutto in una città dove il peso della TARI è già molto  elevato per famiglie, lavoratori e pensionati.
Per queste ragioni la notizia di un possibile aumento della TARI, mai espressa dal comune ai tavoli di confronto ed appresa a mezzo stampa rappresenta un fatto grave sia nel merito sia nel metodo.
Nel merito, perché un aumento della tassa neutralizzerebbe  l’effetto del protocollo: da un lato si costruisce una misura per alleggerire il peso della TARI sui cittadini fragili, dall’altro si ipotizza un rincaro che rischia di assorbire il beneficio con  un’illusione contabile: il cittadino riceve un sostegno, ma nel frattempo la tassa aumenta.
Nel metodo, perché le relazioni sindacali sono cosa seria, non è accettabile che con un confronto aperto  vengano cambiate unilateralmente le condizioni andando in senso opposto rispetto a quanto dichiarato dall’amministrazione ai tavoli.
Come CGIL CISL UIL chiediamo  quindi al Comune di Genova di fare chiarezza con estrema urgenza ribadendo la disponibilità a sottoscrivere un protocollo utile, serio e realmente redistributivo. Non siamo disponibili a proseguire un percorso che sia  svuotato nei fatti da un  aumento della TARI. Il protocollo deve servire ad alleggerire il peso sui cittadini più fragili di una tassa già oggi fra le più alte d’Italia, non a rendere socialmente più accettabile un ulteriore rincaro, ma occorre anche accelerare la chiusura del ciclo dei rifiuti con la realizzazione di impianti di smaltimento.
Come  CGIL CISL UIL ribadiamo con forza che il contributo comunale deve integrarsi con Bonus Nazionale, non essere sostituito; le risorse del Comune devono essere confermate; la soglia ISEE deve essere ampliata e soprattutto non si può aumentare ulteriormente la TARI. Occorre sostenere le famiglie più fragili, non penalizzarle.

 

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