Genova, scuole infanzia, assessore Bruzzone a Telenord: “Nessuna esternalizzazione, ma un piano per garantire qualità”

di R.S.

"Al centro resta il diritto del bambino e della bambina a poter frequentare la scuola dell’infanzia”

Di fronte ai gravi vuoti di organico che hanno segnato l’anno scolastico nelle scuole dell’infanzia di Genova, l’assessore comunale alla Scuola, Rita Bruzzone, ha fatto il punto sulle misure adottate dall’amministrazione per garantire il diritto dei bambini alla frequenza e sostenere famiglie e personale.

 

Bruzzone ha parlato di una situazione iniziale complessa: “Ci siamo trovati di fronte a buchi strutturali di organico che hanno determinato moltissimi disagi”, con chiusure anticipate e riduzione dei posti disponibili. Al centro, ha ribadito, resta “il diritto del bambino e della bambina a poter frequentare la scuola dell’infanzia”.

 

Per affrontare l’emergenza, il Comune ha attivato una serie di strumenti. Il concorso per dieci insegnanti a tempo indeterminato, con prima prova il 23 febbraio, ha raccolto 110 candidature. Parallelamente sono state avviate graduatorie per assunzioni a tempo determinato: 211 candidature consentiranno di assumere 20 insegnanti ad aprile, mentre 49 persone hanno risposto all’avviso per supplenze brevi.

 

Tra le misure anche l’inserimento di quattro educatori delle cooperative, scelta che Bruzzone definisce chiaramente “una misura emergenziale”. E precisa: “Nessuno, a cominciare dalla sottoscritta, crede nella necessità di esternalizzare i servizi educativi”. Gli educatori non sostituiscono gli insegnanti e non svolgono attività pedagogiche, ma supportano l’organizzazione in una fase critica.

 

L’assessore sottolinea i vincoli normativi che limitano le assunzioni a tempo indeterminato, ma evidenzia anche un dato importante: nella scuola comunale il turnover è garantito al 100%, a differenza di altri settori dell’ente. L’obiettivo ora è programmare per tempo il prossimo anno scolastico, partendo dai numeri delle iscrizioni che si chiuderanno il 1° marzo.

 

“Non ho nessuna intenzione di arrivare al prossimo settembre e trovarci nella stessa situazione”, afferma Bruzzone, ribadendo il principio guida della sua azione: “Una scuola pubblica deve essere una scuola di qualità”.

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