Genova, ragazzini prendono a pietrate bus in via Fea: insultato l'autista

di c.b.

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Genova, ragazzini prendono a pietrate bus in via Fea: insultato l'autista

Non si fermano gli episodi di violenza ai danni degli autisti del trasporto pubblico. L'ultimo caso si è verificato nella tarda serata di lunedì 13 luglio e ha coinvolto il conducente della linea 656, prima bersagliato da insulti e poi da un lancio di pietre contro il mezzo mentre percorreva via Fea, nel quartiere del Biscione.

Secondo quanto riferito da Roberto Piccardo, segretario provinciale della Ugl Autoferro, tutto sarebbe iniziato al capolinea del Biscione, dove alcuni motorini parcheggiati impedivano all'autobus di effettuare la manovra. L'autista avrebbe chiesto ai ragazzi presenti di spostare i mezzi, ricevendo però in risposta una raffica di insulti.

La situazione sarebbe poi degenerata poco dopo. Al ritorno del bus, il gruppo si era ingrossato e il conducente sarebbe stato nuovamente preso di mira con offese e minacce. Intorno alla mezzanotte, alcuni giovani si sarebbero appostati nei pressi della scuola di via Fea, attendendo il passaggio dell'autobus per colpirlo con alcune pietre.

L'autista ha immediatamente contattato il 112 ed è riuscito anche a fotografare i responsabili dell'episodio, immagini che potranno risultare utili per le indagini.

L'accaduto arriva a pochi giorni dallo sciopero di quattro ore proclamato dalla Ugl, organizzato dopo la violenta aggressione subita da un altro conducente all'interno della rimessa degli autobus. Una mobilitazione che, come sottolinea Piccardo, ha registrato un'adesione senza precedenti.

«Quasi la totalità degli autisti ha partecipato allo sciopero – afferma il sindacalista –. Vogliamo far capire che quando viene aggredito uno di noi è tutta la categoria a reagire. Il tema della sicurezza è ormai centrale: colleghe e colleghi lavorano con paura».

Il segretario della Ugl rinnova quindi l'appello alle istituzioni, chiedendo più controlli, interventi immediati e pene certe per chi aggredisce il personale del trasporto pubblico. «Dopo l'ultima aggressione ci aspettavamo almeno un segnale di vicinanza da parte delle istituzioni, ma non è arrivato. E, soprattutto, nulla è cambiato», conclude.

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