Genova, "medicina di genere", specialisti a confronto: dati clinici confermano differenze tra uomo e donna
di Anna Li Vigni
L'esperienza rivela significative disuguaglianze nell'insorgenza e progressione delle più comuni patologie e anche nell'accesso alle cure
Il convegno - Sabato 18 gennaio l'incontro tra medici di medicina generale, specialisti e infermieri, nella sede dell'Ordine dei Medici di Genova, per presentare esperienze e dati nella diagnostica e nella cura di patologie comuni e non, che evidenziano rilevanti differenze tra uomo e donna. Un esempio è il Long Covid: nelle donne presente più a lungo, mentre per gli uomini si è registrata una più alta percentuale di decessi a causa del Covid-19. Il congresso è stato introdotto dall'infettivologo Bassetti e dall'assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò.
Medicina di genere - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la “medicina di genere” come l’analisi dell’impatto delle differenze biologiche (legate al sesso) e delle variabili socio-economiche e culturali (collegate al genere) sulla salute e sulle malattie individuali.
Le differenze - Un numero crescente di studi clinici, dati epidemiologici e esperimentali ha evidenziato differenze significative nell’insorgenza, nella progressione e nelle manifestazioni cliniche delle malattie comuni a uomini e donne, così come nella risposta ai trattamenti e negli eventi avversi correlati. Queste differenze si riflettono anche negli stili di vita. Inoltre, persistono disuguaglianze di genere nell’accesso alle cure e nell’adesione ai percorsi terapeutici. Durante questo convegno, che coinvolge diverse professionalità, verranno approfondite le principali patologie, rivedendole alla luce di parametri specifici di genere, tra cui sesso, età, etnia, livello culturale e condizioni sociali ed economiche.
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