Genova, commozione ai funerali di Pietro Signor: "Ognuno avrebbe bisogno di un cuore nuovo, quello di Dio"

di Claudio Baffico

Presenti la sindaca Salis, gli assessori comunali Robotti e Viscogliosi, il presidente Villa e, per il Mun. Centro Est, la presidente Cosso e il consigliere Toso

Una cinquantina di persone hanno partecipato questa mattina nella chiesa della Santissima Annunziata di Genova ai funerali di Pietro Alberto Paolo Signor, conosciuto da tutti come Pedro, il 48enne ucciso il 30 maggio scorso a Villetta Di Negro. Tra i presenti anche la sindaca Silvia Salis, il presidente del consiglio comunale Claudio Villa e gli assessori Arianna Viscogliosi ed Emilio Robotti, che hanno voluto rendere omaggio alla vittima insieme ad amici, conoscenti e rappresentanti delle forze dell’ordine. Per il municipio Centro Est, la presidente Simona Cosso e il consigliere Davide Toso.

A officiare la funzione religiosa è stato don Maurizio Scala, parroco della Santissima Annunziata e responsabile del servizio per le persone senza dimora della Comunità di Sant’Egidio. Durante l’omelia il sacerdote ha ripercorso la vita di Signor, segnata negli ultimi anni da una condizione di forte marginalità sociale. "Lì non ci si è messo lui, nessuno ci si mette mai da solo, ma ce lo hanno messo gli altri: la freddezza degli uomini, il disinteresse", ha affermato. Riferendosi ai problemi cardiaci di cui soffriva, il parroco ha sottolineato: "Ognuno di noi avrebbe bisogno di un cuore nuovo, quello di Dio".

Per l’omicidio è accusato il 42enne senegalese Cisse Camara, attualmente ricoverato in gravi condizioni al policlinico San Martino a causa di una polmonite. Nel corso della cerimonia sono emerse anche testimonianze che contribuiscono a delineare il rapporto tra i due uomini. Secondo alcuni amici, infatti, Signor e Camara si conoscevano da tempo e avrebbero trascorso insieme le ore precedenti al delitto. Un elemento che troverebbe riscontro anche nelle immagini delle telecamere di sorveglianza cittadine, che li avrebbero ripresi mentre entravano insieme a Villetta Di Negro.

"Erano amici, si sentono tantissime voci girare, ma sono certa che non hanno litigato per la droga o per delle donne», ha raccontato un’amica. «L’unica cosa che so è che quella persona che adesso è al San Martino e sta male aveva problemi di insonnia. Non riesco a capire quello che è successo: si conoscevano da anni e le treccine che Pedro aveva in testa gliele aveva fatte lui la sera prima".

Anche altri amici hanno espresso incredulità per quanto accaduto. "Non c’è un motivo logico per un gesto del genere, soprattutto nei confronti di una persona che conoscevi e frequentavi fino alla sera precedente", ha detto uno di loro, ricordando il sorriso e la disponibilità che caratterizzavano Signor.

Alla cerimonia era presente anche il personale della Cardiologia dell’ospedale San Martino, reparto nel quale Pedro era stato ricoverato per problemi cardiaci. All’uscita dalla chiesa l’operatrice socio-sanitaria Federica Uccheddu ha letto una poesia a lui dedicata, scritta dall’infermiera Raffaella Mortari. «È rimasto nel cuore di tutti noi perché era veramente una bravissima persona, si preoccupava di tutti", ha detto commossa.

Al termine del rito il fratello della vittima ha preferito non aggiungere molto, limitandosi a una breve frase riferita all’uomo accusato dell’omicidio: "Non doveva esserci quell’uomo là".

La salma di Pietro Signor sarà ora cremata e successivamente tumulata nel cimitero di Châtillon.

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