G19+2 Sanità, Bonsignore: “Ricostruire l’alleanza medico-paziente e rendere attrattive le specializzazioni carenti”
di Luca Pandimiglio
"Creare percorsi di crescita chiari e meritocratici significa introdurre una sana competizione tra colleghi e rendere queste professioni più appetibili"
Bonsignore: “Ricostruire l’alleanza medico-paziente e rendere attrattive le specializzazioni carenti”
Ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e Servizio sanitario nazionale, valorizzare il lavoro dei professionisti e affrontare il problema delle specializzazioni meno attrattive. Sono questi i temi al centro dell’intervento di Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Genova, che lancia un appello alle istituzioni, ai media e a tutti gli attori coinvolti nel sistema sanitario.
“Il principale messaggio che il mondo medico vuole mandare alle istituzioni è che dobbiamo essere messi nelle condizioni di ricreare una vera alleanza tra medico e paziente”, afferma Bonsignore. “Perché questo possa avvenire servono investimenti da parte della politica, affinché i medici possano lavorare nelle migliori condizioni possibili e i cittadini possano ricevere cure sempre più efficaci e appropriate”.
Accanto all’impegno delle istituzioni, il presidente dell’Ordine chiama in causa anche il ruolo dell’informazione.
“Serve un aiuto da parte dei mass media perché si torni a parlare di buona sanità”, sottolinea. “È importante innescare un meccanismo virtuoso che consenta ai cittadini di recuperare fiducia nel Servizio sanitario nazionale. Troppo spesso si tende a mettere in evidenza soltanto ciò che non funziona, mentre esistono migliaia di professionisti che ogni giorno lavorano con passione, competenza e dedizione, raggiungendo risultati straordinari”.
Secondo Bonsignore, anche il rapporto tra salute, diritto e comunicazione pubblica dovrebbe contribuire a rafforzare e non a indebolire il legame tra cittadini e sistema sanitario.
“Occorre che tutto ciò che ruota attorno alla sanità vada nella direzione di non alimentare una contrapposizione tra cittadini e Servizio sanitario nazionale”, spiega. “Bisogna evitare rappresentazioni che descrivano un sistema nel quale tutto funziona male, perché non è così. Esiste una sanità che ogni giorno produce qualità, innovazione e risultati importanti, e questa buona sanità dovrebbe tornare a fare notizia”.
Sul fronte del ricambio generazionale, Bonsignore evidenzia una situazione complessivamente positiva in Liguria, pur con alcune criticità legate a specifiche discipline.
“In termini assoluti il ricambio generazionale esiste e la copertura dei professionisti è piuttosto diffusa”, osserva. “Il problema riguarda alcune specializzazioni che continuano a essere carenti, così come la medicina generale, perché risultano poco appetibili per i giovani medici”.
Un fenomeno che non riguarda soltanto le aree tradizionalmente considerate più difficili, come il pronto soccorso e l’emergenza-urgenza.
“Quando si parla di carenza di specialisti si pensa subito alla medicina d’urgenza o, nel caso della Liguria, alla geriatria”, spiega. “Ma esistono anche altre discipline meno visibili, come l’anatomia patologica o la radioterapia, che incontrano crescenti difficoltà nel reclutare nuovi professionisti”.
Per invertire questa tendenza, secondo Bonsignore è necessario introdurre strumenti di incentivo e nuove prospettive professionali.
“Dobbiamo rendere queste discipline più attrattive, costruendo meccanismi incentivanti che inducano le nuove generazioni a guardare con interesse a questi percorsi”, afferma. “Anche per la medicina generale il tema è strettamente legato alla riforma in corso. La possibilità di sviluppare una vera carriera professionale, arrivando per esempio a dirigere una Casa di comunità, potrebbe introdurre per la prima volta prospettive di crescita e ambizioni professionali nuove”.
Una trasformazione che, conclude Bonsignore, potrebbe rappresentare un forte elemento di richiamo per i giovani medici.
“Creare percorsi di crescita chiari e meritocratici significa introdurre una sana competizione tra colleghi e rendere queste professioni più appetibili. È uno degli strumenti fondamentali per convincere le nuove generazioni ad avvicinarsi a carriere oggi essenziali per il futuro della sanità”.
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