G19+2 Sanità, giornata conclusiva di lavori a Genova: al centro territorio, innovazione e sostenibilità del sistema

di Luca Pandimiglio

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Il Forum, organizzato da Telenord e trasmesso da un network nazionale di 18 reti, si chiude nel pomeriggio

G19+2 Sanità, giornata conclusiva di lavori a Genova: al centro territorio, innovazione e sostenibilità del sistema

Bilancio molto soddisfacente ai Magazzini del Cotone di Genova per il Forum G19+2 Sanità – Regioni a confronto, promosso da Telenord e Motore Sanità, moderato da Roberto Rasia, trasmesso da un network nazionale di 18 emittenti e dedicato al futuro del Servizio sanitario nazionale. L'evento, che si chiude oggi, riunisce rappresentanti del Governo, delle Regioni, delle professioni sanitarie e delle istituzioni locali per discutere i principali temi che attendono il sistema sanitario italiano: dall'assistenza territoriale all'innovazione tecnologica, dalla sostenibilità economica alla riduzione delle disuguaglianze tra territori.

 

Ad aprire i lavori nella giornata di ieri è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, (a sinistra nel riquadro a destra, accanto ad Alessio Butti, e a sinistra in alto al palco dei relatori e in basso con Marco Bucci) che ha ribadito il valore del dialogo tra Governo e territori. «Il Servizio sanitario nazionale rappresenta una delle grandi conquiste della Repubblica, ma oggi siamo chiamati a governare cambiamenti profondi», ha affermato, richiamando le sfide legate all'invecchiamento della popolazione e all'evoluzione tecnologica. Schillaci ha sottolineato come «le differenze non devono trasformarsi in diseguaglianze» e ha ricordato i progressi compiuti grazie alle risorse del PNRR, dall'assistenza domiciliare alla telemedicina, fino all'ammodernamento tecnologico degli ospedali e allo sviluppo del Fascicolo sanitario elettronico. «La sanità territoriale è uno dei pilastri della riforma», ha aggiunto, evidenziando la necessità di una collaborazione costante tra tutte le istituzioni coinvolte.

 

In apertura sono intervenuti anche gli organizzatori dell'iniziativa. L'editore di Telenord, Massimiliano Monti, ha ricordato come il Forum sia nato per favorire un confronto concreto tra le Regioni su un settore strategico come la sanità, mentre Giulia Gioda di Motore Sanità ha sottolineato la crescita dell'evento e la sua capacità di attrarre ogni anno personalità di primo piano del panorama sanitario nazionale.

 

Tra gli interventi istituzionali, il presidente del Porto Antico Mauro Ferrando ha evidenziato come la sanità italiana rappresenti «un'eccellenza, pur con le sue criticità», indicando tra le questioni aperte le differenze regionali, le liste d'attesa e i costi del sistema.

 

L'assessore alla Sanità della Liguria, Massimo Nicolò, ha definito il Forum un'importante occasione di confronto tra modelli organizzativi diversi, spiegando che nei due giorni di lavori si parlerà di «Case di comunità, intelligenza artificiale, farmaci e terapie», con l'obiettivo di avvicinare sempre più il sistema sanitario ai bisogni dei cittadini.

 

Sul tema della prossimità delle cure è intervenuta anche l'assessore comunale Cristina Lodi, in rappresentanza della sindaca Silvia Salis, sottolineando il ruolo degli enti locali e dei sindaci nella tutela della salute e nella costruzione di percorsi che permettano a ogni cittadino di sentirsi realmente preso in carico.

 

Il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari, ha rimarcato come la manifestazione collochi Genova e la Liguria al centro del dibattito nazionale sulla sanità, evidenziando l'importanza del confronto tra le diverse esperienze regionali.

 

Dal confronto tra le Regioni sono arrivati spunti significativi sul futuro dell'assistenza territoriale. Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità delle Marche, ha definito le Case di comunità «una trasformazione epocale», sostenendo la necessità di accompagnarne lo sviluppo con una comunicazione capace di superare una visione esclusivamente ospedaliera della sanità.

 

L'assessore della Basilicata, Cosimo Latronico, ha posto l'accento sulla sostenibilità economica del sistema e sulla necessità di rivedere i criteri di riparto delle risorse. «La sanità è una questione nazionale», ha affermato, ricordando come gran parte dei bilanci regionali sia destinata a questo settore e come sia necessario garantire maggiore equità, soprattutto per i cittadini del Mezzogiorno.

 

Federico Riboldi, assessore alla Sanità del Piemonte, ha invece richiamato la necessità di una sanità sempre meno «a macchia di leopardo» e più uniforme nei servizi offerti ai cittadini, evidenziando i progressi compiuti sul fronte dell'assistenza territoriale e la necessità di continuare a migliorarne l'efficacia.

 

Ampio spazio è stato dedicato anche all'innovazione. Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Alberto Siracusano, ha ricordato come le trasformazioni tecnologiche stiano incidendo profondamente sul settore sanitario, definendo l'innovazione «un cambiamento antropologico della nostra epoca» e richiamando l'attenzione sull'importanza del recente Piano nazionale per la salute mentale.

 

Nel suo intervento, il presidente dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Liguria, Alessandro Bonsignore, ha ribadito che «la sanità non è di destra né di sinistra: appartiene a tutti», sottolineando la necessità di rafforzare l'alleanza tra cittadini, professionisti e istituzioni per tutelare il valore umano e sociale della medicina.

 

Tra gli interventi più attesi della giornata anche quello del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che ha presentato la Liguria come un laboratorio per affrontare le sfide demografiche che interesseranno progressivamente gran parte dell'Occidente. Bucci ha indicato come priorità la sanità ospedaliera, quella territoriale e il migliore utilizzo delle risorse, ricordando la costruzione di cinque nuovi ospedali e il successo delle Case di comunità, che hanno registrato oltre 30 mila visite nei primi due mesi di attività. «Sono soddisfatto, ma mai completamente contento: dobbiamo sempre fare di più», ha affermato, rivendicando anche i risultati ottenuti nella riduzione delle liste d'attesa.

 

A chiudere gli interventi istituzionali della mattinata è stato il parlamentare e medico Matteo Rosso, che ha richiamato la necessità di «umanizzare la sanità» e di trasformare le riforme in azioni concrete, valorizzando il lavoro quotidiano di operatori e professionisti. Quindi, spazio ai panel tematici nelle varie sale del centro congressi.

 

La giornata inaugurale ha confermato la volontà condivisa di mettere a confronto esperienze e modelli regionali diversi per affrontare le grandi sfide della sanità italiana, con particolare attenzione alla medicina territoriale, all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

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