Tornano a crescere in modo significativo le iscrizioni ai corsi di laurea dedicati alle professioni sanitarie. Per i test d'ingresso in programma il prossimo 16 settembre 2026, sono attesi oltre 74mila candidati a fronte di 38.184 posti disponibili. Si tratta di un incremento del 16% rispetto all'anno precedente, pari a oltre 10mila domande in più.
Commentando i dati, Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute, ha dichiarato: "Il ritorno di interesse dei giovani verso le professioni sanitarie rappresenta un segnale importante per il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale". Dopo la flessione del 2025, prosegue Giuliano, "assistiamo a una decisa inversione di tendenza. Fisioterapisti, ostetriche, dietisti, tecnici sanitari, igienisti dentali e tutte le altre figure che compongono il variegato mondo delle professioni sanitarie tornano a essere considerate dai giovani una concreta opportunità di formazione e di lavoro".
Il dato su Infermieristica e la ripresa dell'interesse giovanile
Particolarmente significativo risulta il dato relativo al corso di laurea in Infermieristica, che registra quasi 21.500 candidature, segnando un aumento del 14% rispetto alle 18.836 dell'anno precedente. Le domande tornano così a superare la quota dei 20.672 posti disponibili.
"È un dato positivo — sottolinea Giuliano —, soprattutto in un Paese che continua ad avere una forte necessità in questa categoria professionale". Per il sindacalista ci si trova davanti a "una generazione che sta dimostrando di credere ancora nel valore sociale delle professioni sanitarie. È una risposta importante ai bisogni di salute del Paese e alle difficoltà che il sistema ha attraversato negli ultimi anni".
Le richieste alle istituzioni: "I numeri non risolvono l'emergenza"
Nonostante l'aumento dei candidati, la posizione del sindacato resta cauta. Giuliano ribadisce infatti che "questi numeri non devono indurre a pensare che l'emergenza sia risolta. Al contrario, devono rappresentare uno stimolo a costruire una strategia di lungo periodo. Se un numero maggiore di giovani sceglie di investire il proprio futuro nelle professioni sanitarie, il sistema deve essere pronto ad accoglierli e, soprattutto, a trattenerli".
Per l'UGL Salute l'incremento delle domande deve essere accompagnato da interventi strutturali come assunzioni, stabilità occupazionale, retribuzioni adeguate, valorizzazione delle competenze e percorsi di crescita. "Ora tocca alle istituzioni trasformare questo interesse in una prospettiva concreta — conclude il Segretario Nazionale —. La crescita delle domande è una buona notizia; la vera sfida sarà fare in modo che chi sceglie una professione sanitaria possa costruire qui il proprio futuro, contribuendo al rafforzamento del nostro SSN".