Fusione nucleare, dalla ricerca alla rivoluzione industriale dell’energia pulita

di R.S.

2 min, 59 sec

Riprodurre sulla Terra il processo che alimenta il Sole: la fusione di nuclei leggeri, come deuterio e trizio, per ottenere elio e liberare enormi quantità di energia

Fusione nucleare, dalla ricerca alla rivoluzione industriale dell’energia pulita

Per oltre settant’anni la fusione nucleare è stata considerata una delle più grandi sfide della ricerca scientifica. Oggi, però, il settore sta attraversando una fase decisiva: da ambizioso programma sperimentale sta iniziando a trasformarsi in una possibile tecnologia industriale per il futuro dell’energia.

A guidare questa evoluzione sono i progressi compiuti in numerosi ambiti tecnologici, dai magneti superconduttori ad alta temperatura ai materiali avanzati, dall’elettronica di controllo alla capacità di calcolo necessaria per simulare e governare il comportamento del plasma. Parallelamente aumenta il coinvolgimento di governi e investitori privati, che stanno destinando risorse crescenti allo sviluppo delle future centrali. La fusione, quindi, non è più soltanto una sfida della fisica, ma sta costruendo le basi di una nuova filiera industriale.

L’obiettivo rimane quello di riprodurre sulla Terra il processo che alimenta il Sole: la fusione di nuclei leggeri, come deuterio e trizio, per ottenere elio e liberare enormi quantità di energia. Durante la produzione di elettricità il processo non genera emissioni dirette di CO₂ e presenta caratteristiche differenti rispetto alle centrali nucleari tradizionali, con quantità molto inferiori di rifiuti radioattivi e senza il rischio di reazioni a catena incontrollate.

Anche il combustibile rappresenta un elemento di interesse strategico. Il deuterio è ampiamente disponibile e può essere estratto dall’acqua di mare, mentre il trizio potrà essere prodotto direttamente negli impianti attraverso componenti contenenti litio, in grado di rigenerare il combustibile necessario al funzionamento del reattore.

Le potenzialità della fusione sono rilevanti. Secondo l’International Atomic Energy Agency (IAEA), un chilogrammo di combustibile da fusione può liberare milioni di volte più energia rispetto a un chilogrammo di carbone. Una futura centrale potrebbe quindi fornire elettricità continua e programmabile, indipendente dalle condizioni meteorologiche, contribuendo a integrare le fonti rinnovabili e a rafforzare la sicurezza energetica.

La fusione viene così considerata una delle tecnologie più promettenti per accompagnare la decarbonizzazione dei sistemi energetici, anche se restano sfide tecnologiche importanti da superare. Occorre mantenere stabile un plasma a temperature superiori ai 100 milioni di gradi, sviluppare materiali capaci di resistere a condizioni estreme e realizzare sistemi industriali affidabili per la produzione e il recupero del trizio.

Secondo le principali organizzazioni internazionali, tra cui IAEA, International Energy Agency e Fusion Industry Association, il successo della fusione dipenderà tanto dall’avanzamento della tecnologia quanto dalla capacità di creare una filiera industriale completa, capace di progettare, costruire e gestire le infrastrutture necessarie alle future centrali.

I progressi degli ultimi anni indicano che la ricerca sta entrando in una nuova fase. Nel dicembre 2022 il National Ignition Facility del Lawrence Livermore National Laboratory ha ottenuto per la prima volta l’ignizione in un esperimento di fusione a confinamento inerziale, raggiungendo un risultato storico: la reazione ha prodotto più energia rispetto a quella direttamente impiegata nel processo.

Parallelamente, la fusione a confinamento magnetico — oggi considerata la strada più promettente verso una produzione continua di elettricità — ha accelerato grazie allo sviluppo dei magneti superconduttori ad alta temperatura e ai progressi dei principali programmi internazionali. Il progetto ITER, in corso in Francia, resta il più grande esperimento mondiale sulla fusione e punta a dimostrare la possibilità di ottenere un significativo guadagno energetico dal plasma.

La strada verso le centrali commerciali è ancora complessa, ma il settore ha ormai superato la fase della sola ricerca teorica. La fusione si prepara a diventare una delle grandi infrastrutture tecnologiche su cui si giocherà la transizione energetica del futuro.

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