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Furia Yoshida contro i tifosi arabi: “Gesti discriminatori per tutta la partita”

di Alessandro Bacci

Il giocatore della Sampdoria, deriso durante il post-partita, è andato sotto la curva dei tifosi avversari per rimproverarli

Il capitano del Giappone, Maya Yoshida, ha accusato i tifosi sauditi di "gesti discriminatori" nei suoi confronti dopo la sconfitta 1-0 dei nipponici nel match contro l'Arabia Saudita, che mette in serio pericolo la qualificazione alla fase finale dei Mondiali di calcio per la prima volta dal 1994. Dopo la battuta d'arresto subita a Jeddah, il difensore centrale ha perso le staffe contro alcuni tifosi sauditi, che avrebbero riso di lui durante un'intervista post-partita.

Nelle immagini riprese con un telefonino si vede il giocatore della Samp diretto verso la barriera che separa i tifosi dal campo, si vede indicarli e rimproverarli. Yoshida, 33 anni, è poi stato allontanato dai dirigenti della Federcalcio giapponese, ma in seguito è tornato sulla vicenda per spiegare la propria reazione. "Ci sono stati atti discriminatori", ha detto l'ex giocatore di Southampton, ai media giapponesi, senza specificare la natura di questi atti. "È difficile da accettare. È successo anche nell'ultima tornata di qualificazioni. È molto deludente", ha detto Yoshida.

La sconfitta lascia il Giappone con soli 3 punti in 3 partite del Gruppo B, dopo avere iniziato il girone con una sconfitta casalinga a sorpresa contro l'Oman (1-0) e una vittoria di misura in trasferta sulla Cina (1-0). I quadrupli campioni d'Asia, che hanno partecipato agli ultimi sei Mondiali, ora devono assolutamente vincere martedì in casa contro l'Australia, che ha appena conquistato l'11/a vittoria consecutiva (un record) nelle qualificazioni contro l'Oman (3-1).