Flop dei “no vax” ma confusione tra i partiti

di Paolo Lingua

Flop dei “no vax” ma confusione tra i partiti

La vigilia delle elezioni amministrative e il successivo passaggio dell’elezione del Presidente della Repubblica sembrano imbrogliare le carte dell’arcipelago un po’ confuso della politica  italiana.  Proprio in riferimento a quest’ultimo passaggio salta alla mente una prima considerazione di massima: se, come sembra, Sergio Mattarella intende non ricandidarsi e ritirarsi alla vita privata, il candidato di maggior prestigio, ma anche si maggiore capacità, è Mario Draghi. Ma, a questo punto (potrebbe essere eletto alla quasi unanimità), dovrebbe lasciare il Governo e si andrebbe alle elezioni politiche con lo scontro tra due schieramenti fragili e con forti divisioni al loro interno. E allora? Sarà possibile trovare un candidato adeguato e lasciare ancora per qualche anno Draghi a Palazzo Chigi dove la sua azione è decisamente più importante e necessaria? Ecco un bel rebus. Nello stesso tempo i partiti e i presunti schieramenti si agitano in maniera non sempre razionale mettendo a volte un piede avanti con cautela o la volte lanciando slogan provocatori nella speranza di raccattare anche frange di potenziali elettori incerti.  Un esempio evidente viene da movimenti del centrodestra come Fratelli d’Italia (che però puntano sulla netta opposizione al governo, anche sul piano della politica europea, agganciandosi al sovranismo) e come, con spostamenti e assestamenti  diversificati, opera il leader della Lega, Matteo Salvini.  Quest’ultimo oscilla tra il sì al vaccino come unico concreto strumento per arginare i contagi a arrivare alla cosiddetta “immunità di gregge”, ma cerca di contenere la obbligatorietà del green pass e a smorzare i divieti e i limiti che impone il governo, di cui è pure sostenitore, creando di tanto in tanto frizioni con Draghi. L’ultima mossa del leader leghista  non è stata felicissima. Ha preso le distanze dalla decisione dell’esecutivo di imporre il green pass sui trasporti a lungo tragitto, nei locali pubblici all’interno e in tutti i luoghi dove ci sono manifestazioni e spettacolo, molte che nelle scuole, proprio mentre la annunciata manifestazione nazionale dei “no vax”  è naufragata in un disastro e, per quasi tutti i suoi aspetti, nel ridicolo. L’area negazionista in effetti appare sempre più confusa: si enunciano teorie inconsistenti sul piano scientifico e sanitario  o ci si aggrappa a un ribellismo anarcoide che, curiosamente, avvolge sia gruppi di estrema destra sia gruppi di estrema sinistra. C’è chi cerca di dar vita a partiti o movimenti alla vigilia delle elezioni. Ma ci sono partiti che sperano di “pescare”, come Fratelli d’Italia e, in parte, Salvini, in frange di potenziali votanti per puntare al successo alle elezioni amministrative e, nel 2023, alle elezioni politiche. Anche la sinistra, alla fin dei conti, ha il fiato grosso. E’ più lineare – in particolare il Pd e Italia Viva – nel sostegno a Draghi, sia in politica estera, sia in politica interna e nella strategia anti – Covid.  Ma Letta a sua volta è alla ricerca mdi maggior sostegno sul piano concreto del voto alla vigilia degli appuntamenti con le urne. Al di là dei convegni e delle manifestazioni tese a ricomporre l’unità della sinistra  dopo anni di dissensi interni ne di scissioni,  sembrano allontanarsi di fatto le possibilità di stringere una alleanza organica tra il Pd e il M5s perennemente squassato da divergenze a tutti i livelli (in particolare quelli locali), al punto che pare stia nascendo un nuovo movimento voluto da una parte dei dissenzienti e dei dimissionari che punti alla linea originaria dei fondatori. Ma assistiamo a cambiamenti quotidiani d’umore. Al tempo stesso difficilissimo trovare una unità nell’area cosiddetta del “centro” compresa tra una Forza Italia che rischia il collasso e una Italia Viva che non riesce a stappare consensi in nessun sondaggio. Al tempo stesso tutti, come da un ipotetico davanzale, scrutano i movimenti, ancora difficile di p0revedere, della pandemia. Perché il destino politico dell’Italia dipende molto dai contagi e dai tempi necessari per la ripresa economica che sarà anche il ritorno alla normalità. Un sol9o punto è chiaro. E’ sempre più ristretto lo spazio dei “no vax” e degli anarchici qualunquisti.