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Santa Margherita, al via il Festival di Bioetica 2020

di Redazione

L'evento atteso per il 27 e 28 agosto firmato Galasso e Malcotti analizzerà il concetto di cura nella società attraversando tutte le arti

Sta per sboccare il Festival di Bioetica 2020 a Santa Margherita Ligure tra il 27 e il 28 agosto presso Villa  Durazzo  e  l'Anfiteatro  Bindi sotto le ali amorevoli e competenti di Maria Galasso e Ivano Malcotti che, come sempre, in un fitto programma artistico svelano le connessioni tra le arti e la bioetica. Danza, musica, teatro e tantissimi eventi solleveranno tesi e controtesi sul concetto di cura, così come applicato nel modello della società. "L’idea di una Democrazia della Cura -spiegano congiuntamente- si riferisce alla relazione di soggetti che lavorano in relazione con altri nella consapevolezza della reciproca interdipendenza e del riconoscimento della comune vulnerabilità", intesa come una condizione strutturale della vita umana. Il riferimento ovviamente è all'accaduto degli ultimi mesi, al lungo periodo di isolamento e alle incertezze che profila il futuro.

Sembra giunto il momento di chiederci se il trauma collettivo della pandemia non abbia attivato anche comportamenti positivi - osserva la prof.ssa Luisella Battaglia, presidente dell’Istituto Italiano di Bioetica e ideatrice del Festival - contribuendo a suscitare sentimenti solidali e altruistici che negli ultimi decenni erano stati trascurati, se non smarriti. Taluni eventi che irrompono drammaticamente nelle nostre vite, oltre a costituire un rischio da cui nessuno può sentirsi esente possono contribuire a farci riconoscere la nostra appartenenza a una comunità di destino. Ecco che l’attenzione può divenire un elemento fondamentale del prendersi cura e generare effetti costruttivi: solidarietà, empatia, apertura al vissuto delle persone col loro carico di sofferenze. Un ‘prendersi cura’ che significhi anche guardare al mondo animale in termini di etica della responsabilità nella consapevolezza che noi umani siamo parti di un ecosistema in cui la salute di ogni elemento - umano, animale, ambientale - è strettamente interdipendente”.

Dovremmo pensare a un approccio integrato e parlare di una ‘salute circolare’ (One Health)” sottolinea Battaglia, facendo riferimento all’enciclica Laudato sì, in cui si ricorda che “non ci sono due crisi separate, una ambientale e l’altra sociale, bensì una sola complessa crisi socio-ambientale”.

La sfida posta alla bioetica dalla catastrofe della pandemia dovrebbe essere l’elaborazione di un’etica della responsabilità su scala mondiale come sola adeguata ad affrontare i problemi cruciali di sopravvivenza per un’umanità intesa ormai come una comunità di destino.

La quarta edizione del Festival di Bioetica è organizzata in collaborazione con il Comune di Santa Margherita Ligure, ha ottenuto il patrocinio di: Regione Liguria, Comune di Genova e Città Metropolitana, Comitato Nazionale per la Bioetica, Istituto Italiano di Tecnologia, Scuola di Robotica, Biogem, Università di Genova, Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Provincia di Genova, Fondazione Carige.

Tutto il programma della manifestazione cliccando qui.