Fermerci: la Germania mette a rischio l’industria italiana con interruzioni ferroviarie

di Redazione

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Nel 2025 i treni merci hanno percorso il 3,5% di chilometri in meno sulla rete nazionale e i convogli movimentati nei porti sono calati del 2,51%

Fermerci: la Germania mette a rischio l’industria italiana con interruzioni ferroviarie

Preoccupa la situazione del trasporto ferroviario merci in Italia. Secondo gli ultimi dati elaborati da Fermerci, in vista del Rapporto Annuale, nel 2025 i treni merci hanno percorso il 3,5% di chilometri in meno sulla rete nazionale e i convogli movimentati nei porti sono calati del 2,51%.

La flessione potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi a causa delle riduzioni di capacità previste per il 2026 e dei lavori di adeguamento sulla rete ferroviaria tedesca. In particolare, il tratto del corridoio Scandinavo-Mediterraneo subirà chiusure e rallentamenti a partire da quest’anno, compromettendo la principale via commerciale tra Italia e Nord Europa. Un precedente storico a riguardo è l’interruzione della linea di Rastatt nel 2017: secondo uno studio UIRR (International Union for Road-Rail Combined Transport), la chiusura di sole sette settimane aveva coinvolto numerose fabbriche, provocando la sospensione di molte linee produttive e perdite superiori a 2,2 miliardi di euro.

Fermerci ha chiesto al governo italiano di avviare un accordo con Berlino per evitare una crisi irreversibile del trasporto combinato. I ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti di entrambi i Paesi hanno manifestato interesse per una soluzione comune. Ieri, a seguito del bilaterale del 23 gennaio, si è tenuto un incontro organizzato dal Ministero italiano con tutti gli stakeholder del settore.

Per preservare il trasporto combinato e prevenire un ritorno esclusivo all’autotrasporto – con conseguenze su sicurezza, efficienza energetica e decarbonizzazione – Fermerci propone:

- un coordinamento unitario e costante tra i gestori delle infrastrutture europee;

- garantire durante i lavori almeno il 70-80% della capacità di servizio;

- istituire un fondo nazionale ed europeo per compensare i costi aggiuntivi;

- sospensione temporanea delle penali da cancellazione dei convogli.

Il presidente di Fermerci, Clemente Carta, ha sottolineato l’apprezzamento per l’interessamento del ministro Salvini e la prontezza del Ministero dei Trasporti, auspicando interventi concreti. “I lavori sulla rete europea – ha dichiarato – devono seguire il modello adottato da RFI in Italia, evitando di isolare intere regioni e distretti industriali per mesi. L’approccio attuale del gestore tedesco rischia di generare danni economici a tutti gli Stati membri e mettere a rischio i sistemi produttivi internazionali”.

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