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Fallimento Qui!Group, arrestato il fondatore Gregorio Fogliani

di Pietro Roth

In manette sei persone, sequestrati 80 milioni di euro e i muri del Moody

Sei arresti e il sequestro di 80 milioni di euro nell'ambito del fallimento Qui!Group, la società della famiglia Fogliani che si occupava di buoni pasto. L'indagine, condotta dai finanzieri del comando provinciale di Genova è per bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e truffa aggravata. Le fiamme gialle stanno eseguendo un sequestro preventivo su conti, immobili e disponibilità finanziarie per 80 milioni di euro. Nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento Qui!Group è stato arrestato Gregorio Fogliani, presidente e fondatore della società di distribuzione dei buoni pasto utilizzati anche dalla pubblica amministrazione.

I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno eseguito altre due ordinanze di custodia in carcere e tre agli arresti domiciliari. A settembre dello scorso anno, il tribunale di Genova aveva dichiarato il fallimento della Qui!Group per debiti che ammontavano a oltre 325 milioni di euro. Tra i beni sequestrati anche i muri del Moody, il noto locale-tavola calda in centro a Genova che era stato chiuso dopo il crac ed è stato riaperto solo cinque giorni fa dopo un accordo tra Hi Food Genova, società che vede tra i soci la Event Beach controllata dal tycoon Gabriele Volpi e la Kofler, e Azzurra, società in salute dello stesso Fogliani e proprietaria dei locali di via XII Ottobre.

Nel 2016 la Qui!Group aveva stipulato una convenzione con la Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana) per due lotti per rifornire dipendenti delle pubbliche amministrazioni di Piemonte, Liguria, Val d'Aosta, Lombardia e Lazio, per un ammontare di circa un 1 milione di lavoratori con buoni. Il valore dell'appalto ammontava a circa mezzo miliardo di euro. A luglio dello scorso anno la Consip aveva sospeso la convenzione con la società di Fogliani "per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali": A partire da gennaio 2018 erano state trasmesse a Consip dalle amministrazioni utilizzatrici molte segnalazioni di disservizi per la mancata spendibilità dei buoni emessi da Qui!Group. Numerose imprese esercenti la ristorazione nella rete convenzionata con il gruppo avevano inoltre segnalato il mancato pagamento da parte della stessa società delle fatture relative ai buoni pasto spesi dai dipendenti pubblici. Il fallimento del gruppo è stato poi dichiarato a settembre 2018.

Nell'ambito delle indagini sul fallimento Qui!Group sono stati individuati reiterati episodi di bancarotta ed è emersa anche una presunta truffa aggravata per 6 milioni di euro nei confronti di un investitore americano ed una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per 1,12 milioni. Le indagini sono state svolte dal nucleo di polizia economico finanziaria di Genova, coordinate dal procuratore aggiunto della Repubblica, Francesco Pinto e dal sostituto Patrizia Petruzziello - Gruppo reati economici.

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Nell'inchiesta sul fallimento Qui!Group è emerso il dirottamento di somme a favore di altre società riconducibili alla stessa famiglia Fogliani per quasi 42 milioni di euro, oltre all'acquisto di un immobile di pregio a Forte dei Marmi (Lucca) per 4,8 milioni. E' emersa poi l'omessa contabilizzazione di somme da pagare per circa 179,5 milioni di euro, l'esposizione in bilancio di utili fittizi che venivano poi distribuiti ai soci per 3,24 milioni di euro. Secondo gli inquirenti per Gregorio Fogliani era assolutamente conoscibile sia lo stato di insolvenza in cui versava, da anni, la società, sia l'imminenza degli ulteriori fallimenti delle altre aziende riconducibili alla famiglia, con inevitabili conseguenze sia sotto il profilo occupazionale, sia sotto il profilo economico.

C'è anche il ministero dell'Istruzione tra le vittime delle truffe messe in piedi da Gregorio Fogliani, l'imprenditore arrestato nell'ambito del crack della Qui!Group. Secondo quanto emerso dalle indagini delle fiamme gialle, coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e dal sostituto Patrizia Petruzziello, la società aveva falsificato i bilanci per ottenere finanziamenti dal Miur pari a oltre un milione di euro per un progetto su carte e buoni pasto. Altra vittima delle truffe è stato un investitore americano: la holding Felctor Luc Holding 2 che aveva finanziato un investimento per oltre sei milioni di euro. Nell'ambito dell'inchiesta sono stati arrestati anche Luigi Ferretto, amministratore delegato della società e il consigliere delegato Rodolfo Chiriaco. Agli arresti domiciliari sono finite poi la moglie di Fogliani, Luciana Calabria, e le due figlie Chiara e Serena Fogliani.

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