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Ex-Ilva Genova, Benveduti: "Proteste legittime, ma non si scada nella violenza"

di Edoardo Cozza

L'assessore regionale allo sviluppo economico apre le porte ai manifestanti: "Ho sempre dato il mio appoggio, lo farò anche stavolta"

La settimana calda dell'ex-Ilva di Genova è culminata venerdì in un corteo che ha raggiunto dalle accaierie di Cornigliano le strade del centro, con presidi e manifestazioni tra i palazzi della Prefettura, della Regione Liguria e del Comune di Genova. 

I rappresentanti dei lavoratori hanno lamentato, oltre alle motivazioni della protesta per la nuova cassa integrazione, anche un mancato appoggio in quest'ultima vertenza da parte delle istituzioni locali. L'assessore regionale allo sviluppo economico Benveduti, intervenuto nel corso di 'Fuori Rotta', tende loro una mano: "Avrei incontrato volentieri i sindacalisti e i lavoratori, l'ho fatto in passato e siamo sempre stati in sintonia: non c'è stata occasione venerdì, spero ci sia la possibilità di farlo nei prossimi giorni, ma io ho sempre mostrato la mia vicinanza alle loro vertenze, pur non avendo, come Regione, la forza di risolvere in prima persona il problema". 

Benveduti sottolinea come la storia si ripeta ormai da tempo: "La questione Ilva è una storia lunghissima che conosciamo tutti bene, io anche personalmente me ne occupato anche prima di occupare il mio ruolo. Da troppi anni c'è una certezza che è decisamente surreale e dunque comprendo l'esasperazione dei lavoratori, che vivono quasi alla giornata. Qui si parla di lavoro, non è mica un hobby: quando diventa così precario è chiaro che si viva così al limite, ma si deve rimanere nell'ambito di discussioni accese sì, ma pacifiche. Mi auguro che i genovesi dimostrino di essere duri, tosti, ma senza scadere nella violenza". 

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