Economia ligure, studio UniGe-CCIAA, prof. Quagli a Telenord: "Imprese solide e in crescita nonostante crisi e incertezze"
di Katia Gangale - Stefano Rissetto
"Il quadro che emerge è positivo, migliore di quello che forse ci saremmo aspettati. I numeri sono in crescita sia per fatturato sia per redditività"
Un tessuto economico più solido del previsto, capace di crescere anche negli anni segnati da pandemia, rincari energetici e tensioni geopolitiche. È il quadro che emerge dall’analisi sui bilanci delle imprese liguri presentata a Liguria Live dal professor Alberto Quagli, ordinario del Dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Genova.
Lo studio, realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova, ha preso in esame circa 15 mila società di capitali liguri nel triennio 2022-2024.
"Il quadro che emerge è positivo, migliore di quello che forse ci saremmo aspettati", spiega Quagli. "I numeri sono complessivamente in crescita sia per fatturato sia per redditività". Le imprese analizzate generano complessivamente 58 miliardi di euro di fatturato, con una crescita superiore al 17% rispetto al 2022.
Secondo il professore, uno degli aspetti più sorprendenti riguarda la tenuta finanziaria delle aziende liguri: "Siamo abituati a dire che le piccole imprese italiane sono sottocapitalizzate, ma non è vero". Quagli sottolinea infatti che il patrimonio netto rappresenta circa il 44% del capitale investito e che "due imprese su tre non hanno debiti bancari".
Un dato che evidenzia una forte capacità di resilienza in un periodo definito "particolarmente difficile", segnato dall’uscita dalla pandemia, dall’aumento del costo dell’energia e dalle guerre internazionali. "Ci aspettavamo forse risultati inferiori", osserva Quagli, parlando di una "resilienza notevole" del sistema economico regionale.
Il docente mette però in guardia sulle incognite future. "La base di partenza è sicuramente solida, ma il futuro non è scritto". Secondo Quagli, il rallentamento degli incentivi pubblici e delle risorse legate al Pnrr potrebbe incidere sui prossimi anni, mentre l’elevata incertezza internazionale rende difficile fare previsioni.
"Le risorse disponibili ci sono", conclude, "ma gli imprenditori in questo momento tendono ad aspettare e osservare l’evoluzione del quadro economico prima di investire".
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