Nuovo Ferraris, Confcommercio contro il progetto commerciale: “A rischio l'assetto socioeconomico di Marassi”
di R.S.
"Il quartiere rappresenta oggi una delle poche aree cittadine capaci di resistere all’espansione della GDO, proprio grazie allo stadio"
Il progetto di restyling dello Stadio Luigi Ferraris accende lo scontro tra commercianti e istituzioni. Confcommercio Genova e la Consulta dei CIV lanciano l’allarme sui 10mila metri quadrati destinati ad attività commerciali e di somministrazione previsti all’interno del nuovo impianto, giudicati una minaccia per l’equilibrio economico del quartiere di Marassi.
Secondo le associazioni di categoria, il quartiere rappresenta oggi una delle poche aree cittadine capaci di resistere all’espansione della grande distribuzione organizzata grazie proprio all’indotto generato dallo stadio e al forte legame tra tifosi, residenti e attività storiche della zona.
“Lo stadio a Marassi non è un corpo estraneo, ma il cuore di un ecosistema”, spiega Umberto Solferino. “La somministrazione qui non è soltanto consumo, ma aggregazione sociale e identità costruita nel tempo. Inserire 10mila metri quadrati di nuove attività interne significherebbe sottrarre flussi economici vitali al quartiere e mettere in crisi le piccole imprese”.
Forti perplessità emergono anche sulle rassicurazioni del Comune riguardo alla tipologia delle future aperture commerciali. “Abbiamo già sentito promesse sui ‘negozi a tema’ in altri progetti cittadini e sappiamo come è andata a finire”, osserva Ilaria Natoli. “Senza vincoli chiari e definitivi, il rischio è che il nuovo Ferraris si trasformi nell’ennesimo centro commerciale”.
A preoccupare i commercianti è soprattutto la saturazione dell’offerta già presente nella zona. “Marassi è già circondata da supermercati e nuove strutture commerciali”, sottolinea Roberta Toscano. “Se all’interno dello stadio aprissero pizzerie, hamburgerie e paninoteche, molte attività storiche del quartiere rischierebbero la chiusura, nonostante da anni garantiscano presidio sociale, sicurezza e vivibilità nelle strade”.
Confcommercio promette battaglia e chiede garanzie precise sul futuro utilizzo degli spazi. “Non è soltanto un problema di Marassi, ma una questione che riguarda il modello di città”, afferma Manuela Carena. “Non possiamo accettare uno sviluppo che favorisca grandi investitori a scapito del commercio di prossimità. Chiediamo limiti chiari: niente alimentare e niente somministrazione indiscriminata, ma soltanto attività specializzate legate al mondo sportivo”.
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