Energia, lo stop al carbone non basta a ridurre le bollette

di R.C.

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Il costo della produzione è solo una parte della bolletta elettrica, mentre il resto è legato ai costi di trasmissione, distribuzione, oneri di sistema e fiscalità

Energia, lo stop al carbone non basta a ridurre le bollette

L'uscita dal carbone non comporterà automaticamente un calo dei prezzi dell'energia. È quanto emerge dal rapporto GenCost dell'agenzia scientifica australiana CSIRO, secondo cui la transizione energetica richiederà comunque ingenti investimenti, indipendentemente dalla tecnologia scelta.

Lo studio evidenzia che, con la progressiva dismissione delle centrali a carbone, sarà necessario realizzare nuovi impianti di produzione. Scegliere di costruire nuove centrali a carbone comporterebbe costi simili a quelli delle fonti rinnovabili, ma con un impatto ambientale decisamente maggiore. Anche il ricorso al nucleare non rappresenterebbe una soluzione più economica, risultando, nel caso australiano, l'opzione più costosa.

Secondo gli autori del rapporto, abbandonare gli obiettivi di neutralità climatica non aprirebbe quindi alcun percorso "a basso costo". Al contrario, continuare a utilizzare il carbone richiederebbe ulteriori spese per compensare le maggiori emissioni di gas serra in altri settori, come industria, trasporti e agricoltura.

Lo studio ricorda inoltre che il costo della produzione di energia rappresenta solo una parte della bolletta elettrica, mentre il resto è legato ai costi di trasmissione, distribuzione, oneri di sistema e fiscalità. Per questo, la riduzione dei prezzi per i consumatori dipende da molteplici fattori e non esclusivamente dalla tecnologia utilizzata per generare elettricità.

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