Sabato, 20 luglio 2019  

Elezioni e referendum, caos al consolato della Romania a Genova: arriva la polizia

Centinaia da tutta la Liguria in coda per votare, solo due persone addette alle operazioni
2019-05-27T14:36:52+00:00

Momenti di caos e tensione a Genova, in via Casaregis alla Foce, sede del consolato onorario della Romania, dove al quarto piano del civico 50 è stato allestito un seggio per permettere ai cittadini residenti in Liguria di partecipare alle elezioni europee e votare ad un referendum anti corruzione molto atteso dai romeni.

A mezz’ora dalla chiusura dell’ufficio, programmata alle 21, più di cento persone attendevano ancora di votare. Molti hanno chiesto di prolungare l’orario di apertura, ma da Bucarest non è arrivata l’autorizzazione. La rabbia è salita rapidamente e per evitare che la situazione degenerasse è intervenuto il reparto mobile della polizia.

“Vergogna! Vergogna!”, si sono messe a urlare le persone ancora in coda. “Siamo qui dalle 15.20, sono arrivato apposta da Savona – racconta un uomo – e per tutto il pomeriggio a far compilare i documenti c’erano solo due persone. Adesso, quando stanno per chiudere, ne hanno messo una terza. Perché non ci hanno pensato prima?”.

Le persone in coda per votare hanno occupato le scale e alcuni, a pochi minuti dalla chiusura, erano ancora fuori dallo stabile. La polizia in tenuta antisommossa è riuscita poi a convincere chi si trovava fuori dall’ufficio a rinunciare e gli altri a lasciare il palazzo, di fatto bloccato dagli elettori rumeni. Gli agenti hanno preso i nomi di una cinquantina di persone invitandoli a presentare un esposto in procura.

La comunità rumena a Genova conta circa 5mila persone a Genova e più di 20mila in Liguria e il seggio organizzato alla Foce era l’unico aperto in tutta la regione.

Le code chilometriche davanti ai seggi si sono formate in tutte le ambasciate europee della Romania, ma specialmente a Londra e Bruxelles. Il referendum è  stato richiesto per l’abrogazione delle misure proposte dal partito dei socialdemocratici al governo (Psd)  giudicate un ostacolo alla lotta contro la corruzione. Dai primi risultati giunti dalla notte, anche se non vincolante, il referendum ha raggiunto il quorum del numero dei votanti.

In parallelo, alle Europee, il Psd è stato duramente punito dagli elettori della Romania passando dal 45% (percentuale di consensi alle elezioni politiche del 2016) al 25.8%. Il movimento di opposizione, USR-Plus, si è assicurato invece il 24% delle preferenze, arrivando a sfiorare la vittoria.

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