Direttiva rinnovabili, l’Ue accelera l’infrazione contro l’Italia: rischio sanzioni entro due mesi
di R.S.
Gli otto Stati coinvolti dispongono ora di due mesi per fornire una risposta e adottare le misure necessarie
La Commissione europea ha deciso di proseguire la procedura d’infrazione contro l’Italia e altri sette Stati membri — Grecia, Francia, Cipro, Ungheria, Malta, Polonia e Portogallo — per il mancato recepimento completo della nuova direttiva sulle energie rinnovabili, approvata nel 2023.
Bruxelles ricorda che la normativa avrebbe dovuto essere recepita entro il 21 maggio 2024, mentre alcune disposizioni legate alle autorizzazioni andavano notificate entro il 1º luglio 2024. Poiché questi obblighi non sono stati rispettati, i Paesi coinvolti dispongono ora di due mesi per fornire una risposta e adottare le misure necessarie.
Se non lo faranno, la Commissione potrà deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Ue, chiedendo anche sanzioni finanziarie.
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