Delitto Nada Cella, la Procura ricorre in appello: "Nessuna attenuante per Cecere, intimidì due testimoni"
di R.C.
Il pm contesta la concessione delle attenuanti generiche, sostenendo che Cecere non abbia tenuto una condotta irreprensibile nei trent'anni trascorsi dal delitto
La Procura di Genova ha presentato appello contro la sentenza di primo grado che ha condannato Annalucia Cecere a 24 anni di carcere per l'omicidio di Nada Cella, avvenuto a Chiavari il 6 maggio 1996. Pur riconoscendo il "lavoro straordinario" svolto dalla Corte d'Assise nell'accertamento delle responsabilità dell'imputata,il pm Gabriella Dotto chiede un inasprimento del trattamento sanzionatorio.
Secondo la Procura, oltre all'aggravante dei futili motivi dovrebbe essere riconosciuta anche quella della crudeltà, in relazione alle modalità dell'aggressione. Nell'atto di appello si sottolinea che la vittima fu colpita ripetutamente con calci, pugni e diversi strumenti, fino all'utilizzo di un oggetto appuntito che provocò numerose lesioni lacero-contuse e fratture al volto e al capo, in una progressione ritenuta finalizzata ad aumentare la sofferenza inflitta.
Il pm contesta inoltre la concessione delle attenuanti generiche, sostenendo che Cecere non abbia mantenuto una condotta di vita irreprensibile nei quasi trent'anni trascorsi dal delitto. Tra gli elementi richiamati figura un procedimento disciplinare del 2015, quando la donna, allora insegnante, fu accusata di aver aggredito un alunno di nove anni.
Nell'appello viene inoltre evidenziato il comportamento tenuto nei confronti di due futuri testimoni chiave del processo. Secondo l'accusa, Cecere avrebbe cercato di influenzare l'ex fidanzato con telefonate e messaggi dopo la riapertura delle indagini, nel tentativo di modificare la ricostruzione della fine della loro relazione e ridimensionare ogni possibile collegamento con Marco Soracco.
La Procura sostiene infine che anche la criminologa Antonella Delfino Pesce, il cui contributo investigativo fu determinante per la riapertura del caso, sarebbe stata oggetto di intimidazioni attraverso messaggi dopo aver fatto riferimento, durante un incontro, proprio all'ex fidanzato di Cecere e a Soracco.
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