Delitto di corso Italia, Rametta torna in carcere, il gip: "Travolse e uccise Corrieri di proposito"

di R.C.

2 min, 7 sec
Delitto di corso Italia, Rametta torna in carcere, il gip: "Travolse e uccise Corrieri di proposito"

Vincenzo Rametta, il 28enne accusato dell'omicidio di Edoardo Corrieri, è stato trasferito nel carcere di Marassi. Il provvedimento è stato disposto dopo che la Procura ha ottenuto l'aggravamento della misura cautelare: inizialmente l'uomo si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, quando l'accusa era ancora quella di tentato omicidio. Dopo il decesso del 29enne, investito nella notte del 13 giugno in corso Italia, il reato è stato riqualificato in omicidio volontario.

Secondo la ricostruzione della Procura e della squadra mobile, gli elementi raccolti nelle indagini confermerebbero che l'investimento fu intenzionale. La giudice per le indagini preliminari Maria Antonia Di Lazzaro ha accolto la richiesta del pubblico ministero Andrea Ranalli, evidenziando come Rametta avrebbe deliberatamente puntato l'auto contro Corrieri nel tentativo di impedirgli di identificarlo dopo una violenta lite scoppiata all'esterno di un locale.

Determinanti, nell'inchiesta, sono state le testimonianze di diversi presenti, tra cui due finanzieri liberi dal servizio. Uno di loro ha riferito agli investigatori di aver visto l'Audi Q3 sopraggiungere ad alta velocità e sterzare improvvisamente verso Corrieri, che in quel momento stava utilizzando il cellulare, presumibilmente per riprendere il conducente o la targa del veicolo. Lo smartphone della vittima è stato infatti recuperato ancora con la registrazione video attiva, elemento ritenuto coerente con il racconto dei testimoni.

Per gli investigatori, la tragedia è maturata al termine di pochi minuti di forte tensione. Poco prima dell'investimento, Rametta avrebbe avuto un acceso diverbio con due giovani donne, cugine e amiche della vittima. Secondo il loro racconto, il 28enne avrebbe rivolto loro frasi offensive e sessiste dopo un approccio insistente, fino ad arrivare a un contatto fisico. La dinamica di quella fase resta in parte oggetto di accertamenti, poiché le versioni dei presenti non coincidono completamente e alcuni filmati mostrano momenti concitati dello scontro.

Le indagini hanno inoltre smentito uno degli elementi principali della difesa dell'indagato. Rametta aveva sostenuto di non essersi accorto della presenza di Corrieri perché accecato dallo spray al peperoncino, ma dagli accertamenti è emerso che a essere colpito dallo spray sarebbe stato invece un suo amico, intervenuto per dividere i contendenti. Le testimonianze raccolte descrivono inoltre il 28enne come particolarmente agitato e in evidente stato di ebbrezza durante la serata.

Dopo l'investimento, Rametta si era allontanato dal luogo dell'incidente. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato un amico a convincerlo a costituirsi poco dopo, ricordandogli che gli investigatori sarebbero risaliti rapidamente alla sua identità attraverso la targa dell'auto. Un comportamento che, insieme agli altri elementi raccolti, ha contribuito al quadro accusatorio che ha portato al trasferimento dell'indagato in carcere.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.