Decreto Ristori, 5 miliardi alle attività in crisi per le misure anti covid

di Redazione

Rimborsi fino al 400% per le categorie costrette a chiudere, stop ai licenziamenti fino al 31 gennaio. Toti: "Le risorse siano adeguate e immediate"

Nel pomeriggio di martedì il governo ha varato il tanto atteso Decreto Ristori, un provvedimento che contiene aiuti per circa 5,4 miliardi di euro per le categorie più danneggiate dalle chiusure anticovid.

Nel documento sono previsti rimborsi al 200% per ristoranti, palestre, teatri e cinema, al 150% a bar e pasticcerie, al  400% per le discoteche. La prima tranche di aiuti dovrebbe arrivare ai primi di novemebre, ha annunciato il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di presentazione del decreto. 

Tra le altre misure del decreto ristori, stop ai licenziamenti fino al 31 gennaio, credito d'imposta sugli affitti per i commercianti costretti a chiudere e stop alla seconda rata dell'Imu e ai pignoramenti. Prorogata di altre sei settimane la cassa integrazione "Covid". 

"ll contributo a fondo perduto sarà erogato automaticamente a oltre 300.000 aziende che già lo hanno già avuto, e quindi contiamo per metà novembre di avere tutti bonifici effettuati da parte dell’Agenzia delle Entrate”, ha sottolineato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. 

Il Decreto Ristori prevede anche un finanziamento da  30 milioni di euro a medici di base e pediatri per eseguire “tamponi antigenici rapidi” e il servizio nazionale per il “contact tracing”. 

Il presidente della Liguria Giovanni Toti che nei giorni scorsi aveva insistito insieme agli altri governatori di regione sulla previsione di aiuti alle imprese, ha commentato così il provvedimento: " La nostra unica preoccupazione è che le risorse questa volta siano adeguate e soprattutto immediate, per aiutare tutte quelle categorie che stanno pagando il prezzo delle nuove misure per limitare la diffusione del Covid. Le stesse categorie che già nella scorsa primavera erano state fortemente danneggiate e che in alcuni casi stanno ancora aspettando i sostegni promessi".