Crisi di governo, il costituzionalista del Pd Ceccanti: "No al Mov5s, sì a chi ha appoggiato il presidente Draghi"

di Giorgia Fabiocchi

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Il 25 settembre si voterà con la nuova riforma sul taglio dei parlamentari. Sia alla Camera che al Senato potranno esprimere il proprio voto anche i 18-25enni

Stefano Ceccanti, deputato del Partito Democratico, costituzionalista e docente di Diritto pubblico comparato a La Sapienza di Roma, intervenuto nel Live di Telenord, chiude definitivamente al progetto del "campo largo" con il Movimento Cinque Stelle. "Siccome noi siamo andati a uno scioglimento delle Camere anticipato per il voto del 20 luglio, chi non ha votato con noi (la fiducia al premier Draghi ndr) non è un nostro alleato. È molto semplice. Il Movimento Cinque Stelle ha deciso liberamente di non votare per Draghi (il 20 luglio ndr) e quindi non può essere un nostro alleato per queste elezioni politiche - ribadisce Ceccanti -. Dopodichè ci sono molti che hanno votato insieme a noi, non possiamo escludere nessuno a priori e valuteremo con chi ha scelto Draghi se ci sono le possibilità di far nascere una coalizione. Il discrimine è oggettivo: come si è votato al Senato il 20 luglio. Chi ha fatto un favore a Putin non è un nostro alleato".

Per quanto riguarda la riforma sul taglio dei parlamentari, con la quale i cittadini saranno chiamati al voto il prossimo 25 settembre, il costituzionalista Ceccanti spiega che la legge con cui si andrà al voto non è cambiata, a cambiare sono solo i numeri (degli eletti ndr). "L'impatto non è così radicalmente diverso, gli elettori in cabina si ritroveranno sempre due schede, simili, una per il Senato e l'altra per la Camera. Da una parte ci sono i partiti con le liste bloccate corte, dall'altra i candidati uninominali di coalizione. A me sembra sopravvalutato il dato della discontinuità del numero dei parlamentari, gli elettori, come sempre anche in passato, danno soprattutto il voto di orientamento politico per il possibile futuro governo". 

La vera novità, ha spiegato Ceccanti a Telenord, "è che i ragazzi tra i 18 e i 25 anni da quest'anno, con una mini riforma costituzionale che abbiamo voluto, voteranno sia alla Camera sia al Senato".