Crisi di governo, le dimissioni di Draghi: "Sforzi non sufficienti". Mattarella le respinge e lo invita al confronto in Parlamento

di Edoardo Cozza

Ha ottenuto la fiducia al Senato, ma il M5s è uscito dall'Aula non votando: dopo ore di riflessione, il premier si è dimesso

Crisi di governo, le dimissioni di Draghi: "Sforzi non sufficienti". Mattarella le respinge e lo invita al confronto in Parlamento

Aggiornamento ore 19.50

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha respinto le dimissioni del premier Mario Draghi "parlamentarizzando" la crisi. Mattarella, infatti, ha invitato il presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento "per rendere comunicazioni - si legge nella nota - affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinatga a seguito degli esiti della seduta svolta oggi in Senato". 

Mattarella, dunque, chiede al premier di arrivare nelle aule con le dimissioni, dove comunque potrebbero essere confermate "saggiando" la consistenza di un eventuale Draghi-bis.

Aggiornamento ore 18.45

Mario Draghi si è dimesso. Questa la nota ufficiale di Palazzo Chigi. 

"Buonasera a tutti,
Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo. In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani. Grazie".

ore 17.00 

A seguito di tutto questo, Mario Draghi è salito al Quirinale per un colloquio con il Presidente della Repubblica Mattarella. Dopo un colloquio di circa un'ora, il premier è tornato a Palazzo Chigi.

Al momento sta riflettendo sull'ipotesi dimissioni, ma nessuna decisione è stata ancora presa.

ore 14.30

Il Senato ha votato la fiducia al governo Draghi sul decreto Aiuti (che dunque è passato), ma lo ha fatto senza il Movimento 5 Stelle, che come annunciato ieri (e confermato nelle dichiarazioni di voto di oggi) non ha partecipato al voto. 

Il governo ha ottenuto la fiducia, con 172 voti a favore e 39 contrari. Nessuno dei 61 senatori e senatrici del M5S ha preso parte al voto.