Angelo Bagnasco: "La crisi è un banco di prova per l'Europa, nessuno può illudersi di salvarsi da solo"

di Redazione

Il cardinale: "Il morbo-killer non attenta solo la vita, ma anche l'economia; lo spettro della povertà è evidente"

Angelo Bagnasco: "La crisi è un banco di prova per l'Europa, nessuno può illudersi di salvarsi da solo"

"La crisi sanitaria è un banco di prova decisivo per l'Unione Europea. Permetterà di capire nei fatti se l'Europa è una comunità di popoli, come volevano i padri, oppure un insieme di interessi privati, di lobby economiche e finanziarie, una piazza di mercati dove alcuni sono più uguali di altri". Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, in un'intervista ad Avvenire in cui sottolinea che "l'Europa deve decidere chi è; o meglio deve riconoscere ciò che è da sempre, dalle origini. Sembra che si vergogni di avere un'anima, ma così si perde".

"Penso che il coronavirus abbia almeno indebolito l'individualismo: nessuno può illudersi di salvarsi da solo, di crearsi un rifugio. Non è vero per la salute, non lo sarà per la ricostruzione economica", dichiara Bagnasco, che denuncia "una visione parziale della sanità pubblica: a forza di tagliare si arriva a questi punti".

"Il morbo-killer non attenta solo la vita, ma anche l'economia; e oggi lo spettro della povertà è evidente", sottolinea il cardinale, che chiede "provvedimenti immediati, chiari ed essenziali, altrimenti si diffonde il pericoloso virus del senso di abbandono".

Sul lavoro, "come per una macchina rimasta ferma, per ripartire ci vuole qualche spesa, così la macchina del lavoro richiederà investimenti pubblici notevoli senza complicazioni burocratiche. In questa prospettiva - osserva Bagnasco - forse sarà necessario ripensare il rapporto tra pubblico e privato, tra centro e periferia, alla luce del principio di solidarietà e di sussidiarietà. In Italia non mancano persone di scienza e di esperienza per maturare, in tempi rapidissimi, una visione e proposte concrete, da vagliare nelle sedi democratiche".