Cop30, il presidente Do Lago: "La conferenza sia il momento della speranza"
di Sagal
Nominato a gennaio scorso da Lula, il massimo dirigente dichiara: "'Dobbiamo controllare il riscaldamento o il cambiamento verrà imposto"
Il presidente della trentesima Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP30), l'ambasciatore brasiliano André Corrêa do Lago, in una lettera aperta, divulgata ai Paesi firmatari della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici ha criticato il "negazionismo" ed ha messo in guardia dal rischio di una "catastrofe".
Un messaggio a The Donald? - "Accettando la realtà e combattendo il catastrofismo, il cinismo e il negazionismo, la COP30 deve essere il momento della speranza e delle possibilità attraverso l'azione, non della paralisi e della frammentazione", si legge nel testo firmato dal diplomatico, che è segretario per Clima, energia e ambiente presso il Ministero degli Esteri. La dichiarazione potrebbe essere interpretata come una critica indiretta all'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, che ha riconfermato il ritiro del Paese dall'Accordo di Parigi.
La necessità di una sterzata - Nominato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva a guidare la conferenza, che si terrà tra il 10 e il 21 novembre a Belém, nello stato del Parà, Corrêa do Lago ha sottolineato l'urgenza di un'azione globale. "Il cambiamento è inevitabile - ha affermato l'ambasciatore -.Se il riscaldamento globale non viene controllato, il cambiamento ci verrà imposto", ha avvertito.
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