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Confindustria nautica, "Sconcerto per lo stop alle norme sulla fiscalità per il settore"

di Redazione

Il presidente Cecchi: "Credevamo fossero inserite nel maxi emendamento del Decreto agosto, ma al momento del voto di fiducia abbiamo scoperto che sono state cancellate"

"Ieri siamo andati a dormire soddisfatti perché dopo tanti anni, finalmente, il governo aveva inserito 5 norme per la fiscalità del settore nautico nel maxiemendamento al decreto agosto approvato dalla Ragioneria dello Stato. Ma al momento di andare al voto di fiducia abbiamo scoperto che sono state cancellate dalla presidenza del Senato, sono convinto  a seguito di polemiche politiche degli ultimi giorni. Il nostro sconcerto è assoluto". A dirlo è il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi, a margine della conferenza stampa conclusiva del 60simo Salone Nautico. 

"Quelle norme  - chiarisce Roberto Neglia, responsabile relazioni istituzionali di Confindustria Nautica -
servivano a equiparare la posizione fiscale delle aziende italiane che vendono imbarcazioni o servizi alle imbarcazioni, a quelle francesi".


Forte preoccupazione arriva da Assilea, l'associazione italiana leasing. "Le norme spostavano la responsabilità del versamento Iva sulle operazioni inerenti l'acquisto e la fornitura di beni, servizi e manutenzione inerenti unità da diporto, inclusi i contratti di leasing nautico - spiega una nota - dai fornitori di beni e servizi al proprietario dell'unità. Come avviene in Francia".

Oggi invece in Italia in caso di difformità fra imposta versata e dovuta, a rispondere non è l'armatore. "Questo
espone le società di leasing italiane a un rischio economico e legale elevatissimo e  inappropriato" prosegue Assilea. E la conseguenza rischia di essere lo stop di alcuni operatori italiani a favore di altri Paesi: "Francia,  Malta o Croazia - con una grave perdita per l'erario (il gettito IVA dei contratti del leasing nautico italiano  ammonta a più di 72 milioni di euro) e la perdita di posti di lavoro". 

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