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Con il Covid, cocaina e droghe sintetiche in aumento tra i giovani: i numeri resi noti a Genova

di Matteo Angeli

La conferma arriva dalla Conferenza Nazionale sulle dipendenze in corso a Genova. "I ragazzi le usano per uscire dalla realtà non più per ribellione"

Con il Covid, cocaina e droghe sintetiche in aumento tra i giovani: i numeri resi noti a Genova

La diffusione di cocaina e droghe sintetiche non conosce crisi, nonostante la pandemia e i periodi di lockdown. Anzi, aumenta "con dark web e vendita online". A confermare il trend in continua ascesa delle sostanze stupefacenti tra i giovani sono i numeri emersi alla VI Conferenza Nazionale sulle dipendenze a Genova. La misura dei dati è fornita dalle cifre sui sequestri, riferite dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese: "rispetto al 2019, si è registrato nel 2020 un incremento di circa l'8% di sequestri droga. Tuttavia rispetto al biennio 2017 e 2018, quando i sequestri arrivavano a 120 tonnellate di stupefacenti, si è rilevata una tendenza a riduzione stimata in 70 tonnellate. I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, ad eccezione però della cocaina, delle droghe sintetiche e della cannabis.
Nel 2020 c'è stato un record assoluto nei sequestri di cocaina, ne sono state sequestrate quasi 13 tonnellate, un quantitativo mai raggiunto in precedenza. Riguardo alle droghe sintetiche il dato dei sequestri è del +13,9%".
L'allarme ancora una volta ruota intorno alle fasce di età più giovani: tra loro il 19% dei ragazzi nella fascia di età dai 15 ai 19 anni nel 2020 ha provato almeno una volta sostanze psicotrope. Ma le motivazioni sono cambiate. "Una volta i ragazzi ricorrevano alle sostanze stupefacenti per ribellione, come atto di trasgressione. Adesso no, adesso si rivolgono alle sostanze stupefacenti come anestetico, come strumento per sopperire a quel divario tra la realtà virtuale e la realtà di quel disagio profondo che vivono", spiega Carla Garlatti, Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. E come da sempre accade, la droga moltiplica i suoi rischi anche al volante: negli ultimi 6 anni la polizia stradale ha effettuato controlli su oltre 7mila conducenti e più del 10% sono stati sanzionati per guida sotto effetto di stupefacenti.

Il carcere è uno dei luoghi dove la piaga di questa dipendenza è principalmente diffusa: "al 30 giugno scorso erano 14.891 i detenuti con problemi di tossicodipendenze su un totale 53.637 persone ospiti degli istituti penitenziari, il 27% del totale dei detenuti", rivela il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, per la quale si tratta di "una grandissima quota della popolazione reclusa e con grandissime diversità al suo interno".
Anche a livello globale il fenomeno non è purtroppo in calo e la situazione delle cure è persino peggiorata.
"Si calcola che nel 2020, oltre 275 milioni di persone nel mondo abbiano fatto uso di droga e oltre 36 milioni abbiano sofferto di disturbi dovuti al consumo di stupefacenti - sottolinea il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ricordando che "nel 2019, l'uso di droghe ha portato alla morte di almeno mezzo milione di persone", e sottolineando che la pandemia di Covid "ha aggravato ulteriormente questo quadro: a causa della pressione sui sistemi sanitari e delle restrizioni alla mobilità, spesso in molti Stati non è stato possibile garantire livelli di trattamento e riduzione del danno paragonabili a quelli pre-crisi. Stress psicologico e solitudine hanno accresciuto il rischio di dipendenze, si è registrato un aumento del traffico illecito tramite internet e darknet, il consumo è aumentato in fasce di popolazione tradizionalmente meno esposte".