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Cinque Terre, nel 2020 più che dimezzati gli incassi della tassa di soggiorno

di Chiara Sivori

Tra contributi statali e somme versate dai turisti sono arrivati circa 230mila euro, a fronte dei 500mila del 2019. "Ma in estate le presenze hanno tenuto", spiega la sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia

Nell'anno zero del turismo internazionale, anche le Cinque Terre hanno sofferto: gli incassi derivanti dalla tassa di soggiorno, il contributo che chi pernotta nei bed and breakfast ed alberghi della zona versa nelle casse dei comuni, si sono più che dimezzati. Secondo i dati riferiti al periodo gennaio-settembre 2020 a Riomaggiore sono arrivati circa 230mila euro, di cui 150mila derivanti dalla tassa e i restanti 80mila dai contibuti statali; nel 2019 si era arrivati a 500mila euro

Ma, come spiega la sindaca di Riomaggiore e vicepresidente dell'Ente Parco nazionale delle Cinque Terre Fabrizia Pecunia, nell'estate 2020 c'è stato qualche segnale incoraggiante: "Durante l'estate, tra giugno e setembre, le presenze sono rimaste importanti, il che dimostra che le Cinque Terre sono sempre una meta turistica ambita. Ad agosto, per esempio, abbiamo incassato 50mila euro di tasse di soggiorno, mentre nello stesso mese del 2019 eravamo arrivati a 77mila: il calo ovviamente c'è, ma i turisti non sono mancati".

Nelle Cinque Terre, tradizionalmente una meta ambita  dai turisti stranieri, quest'anno si è assistito al ritorno degli italiani: "Quest'anno il soggiorno medio è aumentato, siamo riusciti a far venire persone che magari prima erano spaventate dal grande flusso di turisti che c'era", racconta la sindaca di Riomaggiore. "Dobbiamo basare le nostre strategie future su questo, cercare di attirare un turismo nazionale, che voglia vivere con più tranquillità le Cinque Terre".

Ora l'imperativo è capire come conviere con l'emergenza. "La prossima settimana mi sentirò con i rappresentanti delle categorie del territorio, per capire come organizzarci per il futuro e come impiegare le risorse che abbiamo", spiega Pecunia.