Chiavari, imbrattato il manifesto natalizio della Lega

di Marco Garibaldi

Gli auguri di Natale mostrano la dicitura "Maria, la madre – Giuseppe, il padre". Qualcuno ha aggiunto: "E dove lo mettiamo Dio? In realtà io sono molto offes*"

Chiavari, imbrattato il manifesto natalizio della Lega
A Chiavari il manifesto della Lega che augura un sereno Natale con l'immagine della natività fa discutere.
 
L'immagine riporta la scena della natività con la scritta: "Maria, la madre – Giuseppe, il padre". Qualcuno ha pensato di aggiungere: "E dove lo mettiamo Dio? In realtà io sono molto offes*".
 
"L'ultimo manifesto della bacheca politica leghista di Chiavari è stato imbrattato - commenta in una nota la Lega -  Di per sé non è niente di nuovo, come Lega siamo abituati ai vandalismi. Lo squallore sta nel fatto che il suddetto manifesto non contenesse slogan politici, ma solo un semplice augurio di buon Natale a tutti, con la speranza che nei palazzi europei nessuno si sentisse offeso dalle nostre millenarie tradizioni.
 
Lo scribacchino di turno ha aggiunto di suo pugno "e dove lo mettiamo Dio? In realtà io sono molto offes*".
 
Senza perdere tempo a commentare la pochezza del gesto, come Lega Giovani Liguria e come Lega Cultura della Liguria ci limitiamo a sottolineare che tali atteggiamenti ignoranti ed irrispettosi sono, sic et simpliciter, il risultato di decenni di propaganda della sinistra, una propaganda che ha diffuso cattivo sangue nella società e mancanza di rispetto per la Civiltà Occidentale e cristiana. Ovvero per la nostra Civiltà. Come Lega invece siamo orgogliosi di difendere il nostro passato, la nostra terra e la nostra gente. Il tutto nel pieno rispetto tanto dei credenti quanto dei non religiosi. Questo significa essere gli attuali portabandiera tanto del nostro retaggio cristiano quanto della democrazia di matrice illuminista. Concetti, entrambi, che fanno venire l'urticaria alla sinistra nichilista e decadentista.
 
Non possiamo che concludere con un affettuoso buon Natale e felice anno nuovo, rivolto a tutti, credenti o agnostici. E anche a chi "si sente offeso", per il quale non proviamo rabbia, ma solo compassione".