Il libro rivelazione di Cesare Preve: "Le mie leggi, i miei eroi"

di Giulia Cassini

Dalla storia alle leggi del marketing tutti i lati dell'imprenditore del Marchio Riso Gallo nelle pagine con prefazione di Franco Manzitti

“Se si sa cosa si vuole, non esiste l’impossibile” questa frase racchiude in sé il significato del libro di Cesare Emanuele Preve (Ed. Le Cromiche, 2020, con la prefazione di Franco Manzitti). Un volume che affascina per il linguaggio adoperato e per i contenuti ricchi di storia, o meglio di storie, di quei gradini dell'esperienza che formano un bagaglio imprescindibile per affrontare la vita. E' un concentrato di energia e di determinazione questo libro e già si capisce dal titolo: "Le mie leggi e i miei eroi". 

A seconda di chi lo prenderà in mano, sarà più forte l'inclinazione storica o le leggi del marketing proprie dell'imprenditore, altri si specchieranno nell'uomo e nella sua anima. Nelle pagine si rincorrono due vite: una vissuta in Argentina, tra la pampa sconfinata, i grandi spazi, i grandi fiumi e una città-stato come Buenos Aires e l’altra, in Italia, tra la sua Genova e la Pianura Padana del riso, tra Robbio Lomellina, Vercelli, Mortara. Sì perché il riso, in questa storia è il fil rouge. A sorpresa, direte voi. Del resto suo padre, Riccardo Preve, è il creatore del Marchio Gallo in Europa.

Ci sono inoltre dei "coprotagonisti": vite pubbliche, a volte intrecciate altre solamente incrociate o di stimolo come Evita Peron, Salvatore Ferragamo, Juan Manuel Fangio, Steve Jobs accostate a persone forse meno conosciute. Pur sempre esempi, verrebbe da commentare, chi per un verso chi per l'altro. "Se non abbiamo palme alte da guardare all'orizzonte possiamo perderci" rimarca l'autore. 

Cesare Preve, nella sua attività professionale, era sempre alla ricerca di nuove idee, senza fermarsi mai alla frontiera del mondo conosciuto della sua industria, andando ad imparare da gente che faceva altro. Tutto questo lo ha portato ad innovare. Classe ’37, vive a Genova; e attualmente si trova in Argentina, dove è rimasto confinato a causa dell’emergenza Covid-19.