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Cassa integrazione covid, presidio dei lavoratori a Genova: "Basta parole, servono i fatti"

di Redazione

"’Gravissimo che ci siano famiglie che aspettano da marzo e non sanno come sopravvivere"

Oggi a Genova si è svolta la manifestazione dei lavoratori per chiedere il pagamento della cassa integrazione Covid-19. Dall’esplosione della pandemia alla Camera del Lavoro Metropolitana di Genova sono arrivati migliaia di
accordi da sottoscrivere di richieste di cassa integrazione. Molti datori di lavoro hanno accolto la richiesta di anticipare le somme dovute ai lavoratori, altri non lo hanno fatto. Per i lavoratori dipendenti di questi ultimi il risultato è che da mesi non percepiscono alcun reddito. I lavoratori sono saliti in Prefettura a Genova per riportare il grave disagio di molte lavoratrici e lavoratori dell'area metropolitana. 

"Dopo la manifestazione con presidio dei lavoratori di Genova occorre che le Istituzioni passino dalle parole ai fatti - afferma Federico Vesigna Segreterio Generale Cgil Liguria - Al Governo chiediamo che la cassa integrazione venga pagata subito a chi non l’ha ancora ricevuta. E’ gravissimo che ci siano famiglie che aspettano da marzo e non sanno come sopravvivere. Al Parlamento chiediamo che si intervenga con urgenza in sede di conversione in legge del decreto Rilancio perché si superi quella norma incomprensibile che prevede che delle 18 settimane Covid se ne possano utilizzare solo 14 entro il 31 agosto. Con la fine del lockdown occorre non abbassare la guardia sulla sicurezza per non veder ripartire la curva dei contagi, ma sbaglia chi pensa che tornerà tutto come prima. Avremo da affrontare un’altra fase molto complicata, con molte imprese che non ripartiranno più e tanti lavoratori che rischiano il posto. Al Parlamento chiediamo ulteriori risorse per gli ammortizzatori sociali per tutti coloro che li finiranno prima del tempo previsto dagli ultimi decreti e rischiano di rimanere senza lavoro e senza reddito. A tutte le Istituzioni, compresa la Regione Liguria, chiediamo misure urgenti per sostenere lavoro e reddito."