Caso Beghin-CIV, Cavo (Confcommercio) a Telenord: "L'indipendenza dei corpi intermedi va tutelata"

di Stefano Rissetto

“Abbiamo sempre criticato liberamente le amministrazioni quando lo ritenevamo necessario. La nostra forza è proprio l’indipendenza”

Il presidente di Confcommercio Genova, Alessandro Cavo, interviene a Liguria Live di Telenord sul caso della lettera inviata dall’assessore al Commercio Tiziana Beghin ai CIV (Centri Integrati di Via), che aveva sollevato un confronto politico e istituzionale. Dopo l’incontro con la sindaca e con l’assessore, Cavo parla di un chiarimento raggiunto, ma sottolinea le perplessità generate sia dalla forma sia da alcuni passaggi del documento.

 

“Il chiarimento c’è stato”, spiega Cavo, raccontando l’incontro avuto insieme ai rappresentanti di Confesercenti. Secondo il presidente di Confcommercio, il punto più delicato riguardava il collegamento tra i contributi concessi dal Comune ai CIV e le eventuali posizioni politiche espresse dai loro rappresentanti.

 

“Quando si parla di connessione con la politica e non solo di cariche elettive, è abbastanza preoccupante, perché i diritti politici dei cittadini italiani sono garantiti dalla Costituzione e nessuno può limitarli”, afferma Cavo.

 

Il presidente di Confcommercio ribadisce però che i CIV devono mantenere una posizione istituzionale e territoriale, senza trasformarsi in strumenti di battaglia politica. “Il CIV non è un sindacato di categoria, è un consorzio di via: si occupa del proprio territorio, dei problemi legati alla viabilità, al degrado, al decoro urbano e alle esigenze dei commercianti”.

 

Cavo ricorda inoltre che esistono regole precise sugli incarichi: presidenti e vicepresidenti dei CIV non possono ricoprire cariche elettive, secondo gli statuti della consulta dei CIV e delle associazioni di categoria. Tuttavia, aggiunge, un conto è rispettare questi principi, un altro è limitare la libertà di opinione.

 

“Se una persona ricopre un ruolo associativo non deve per questo sposare necessariamente la linea dell’amministrazione comunale", sottolinea.

 

Secondo Cavo, nella storia di Confcommercio non sono mancati momenti di confronto duro con le amministrazioni, indipendentemente dal colore politico. “Abbiamo sempre criticato liberamente le amministrazioni quando lo ritenevamo necessario. La nostra forza è proprio l’indipendenza”.

 

Il presidente cita alcuni temi sui quali Confcommercio ha espresso posizioni critiche negli anni, dalla Tari alla gestione dello sviluppo urbano, fino ai nuovi centri commerciali e alle scelte infrastrutturali. “Abbiamo criticato da una parte e dall’altra, perché la libertà di un’associazione è qualcosa di sacro e molto bello”.

 

Sul documento dell’assessorato, Cavo riconosce quindi che il passaggio più problematico è stato quello percepito come un possibile richiamo ai CIV rispetto ai finanziamenti pubblici. Dopo il confronto con l’amministrazione, però, la situazione sarebbe rientrata.

 

“La lettera andava un po’ oltre nella richiesta di rispetto reciproco dei ruoli, ma con l’incontro tutto è tornato nell’alveo democratico e trasparente”, conclude Cavo, ribadendo la necessità di mantenere un rapporto collaborativo tra istituzioni e corpi intermedi.

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