Borzonasca, una domenica tra bikers, escursionisti e pellegrini

di Chiara Sivori

La scultura rupestre del Volto di Cristo, l'abbazia di Borzone e la misteriosa San Martino di Licciorno: viaggio tra i tesori dell'entroterra

La reclusione forzata dovuta al lockdown sembra aver provocato una vera e propria outodoor mania tra i liguri. Questa domenica, complici la voglia di aria aperta e un pizzico di timore per la folla sulle spiagge, molti si sono spinti sui sentieri che si intrecciano sulle montagne vicino a Borzonasca.

Lungo i percorsi escursionistici si possono trovare siti preziosi ma poco conosciuti, come il monumentale Volto di Cristo, un'incisione alta 7 metri che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere la scultura rupestre più grande d'Europa.

Poco più a valle c'è un sito decisamente più noto: la millenaria abbazia di Borzone, intitolata a Sant'Andrea. A gestire la chiesa c'è padre Attilio Fabris, arrivato a Borzone 12 anni fa per trovare un posto adatto alla vita monastica. Nel cortile dell'abbazia si trovano escursionisti, bike, fedeli e turisti, ma anche un pellegrino diretto a Roma, venuto a Borzone per trovare ospitalità e con una storia davvero intensa alle spalle. 

Tra i luoghi più visitati della zona c'è la pieve diroccata di san Martino di Licciorno, a Sopralacroce, una frazione di Borzonasca. La chiesetta, immersa nei boschi e circondata da un'atmosfera misteriosa, negli ultimi anni è diventata una tappa obbligata per gli escursionisti. A sentire Alice Signaigo, che gestisce una struttura ricettiva a Sopralacroce e vive a due passi dall'incrocio di numerosi percorsi escursionistici, negli ultimi tempi le persone hanno davvero molta voglia di vivere la natura: le sue camere sono piene fino a settembre, e boschi c'è davvero un gran via vai.