Bonus Covid, Rizzone (M5S): "Nulla di illecito, il decreto è scritto male"

di Redazione

Il deputato ligure è tra i parlamentari che hanno ottenuto l'incentivo. "Mia la responsabilità, non accuso il commercialista come fanno altri"

Bonus Covid, Rizzone (M5S): "Nulla di illecito, il decreto è scritto male"

A poche ore dalla notizia che Marco Rizzone, eletto nel 2018 per il Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, ha ottenuto il bonus da 600 euro per aiutare i professionisti colpiti dallla crisi dovuta al covid, il 14 agosto diretto interessato ha affidato ad un video postato sul suo profilo Facebook la sua versione dei fatti. 

"Sono pronto a metterci la faccia e ad assumermi le mie responsabilità, ma anche a mettervi in guardia da chi vi sta gettando fumo negli occhi", dice Rizzone. "Se avessi voluto intascarmi dei soldi non mi sarei di certo tagliato più di 40 mila euro del mio stipendio da parlamentare, che invece ho donato (insieme ai colleghi del M5S) per varie cause: dal fondo della Protezione Civile per le popolazioni colpite dalle alluvioni al fondo a sostegno del microcredito, dal fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile fino a quello - udite udite - per l’emergenza Covid-19". 

Il deputato continua, criticando al reazione di diversi altri politici coinvolti nella vicenda: "Pur non avendo materialmente richiesto io quanto previsto dalla legge per la mia categoria di partita iva, non incolperò (come hanno fatto altri) il mio commercialista. Ne riconosco l’inopportunità e, consapevole che in ogni caso la responsabilità ultima è solo mia, sono pronto ad assumermela tutta e fino in fondo, come ho sempre fatto".
 
Rizzone sottolinea che la richiesta non ha nulla di illegale: "Qui non è stato fatto nulla di illecito, nulla di illegittimo. Tutto a norma di legge: un decreto scritto palesemente male (vuoi per la fretta - giustificabile -, vuoi per l’incapacità di alcuni soggetti - non giustificabile), un decreto su cui in Parlamento nessuno dei colleghi “moralizzatori” è intervenuto per apportare modifiche che evitassero che l’indennizzo fosse dato “a pioggia” a prescindere dal reddito (...) Di essere dipinto come un disonesto, un infame o un ladro però non lo accetto, tantomeno da chi con la sua noncuranza ha consentito a migliaia di partite iva ben più facoltose di me di richiedere legittimamente il medesimo bonus". 

"Qualcuno parla di morale. Punti di vista: per me sono immorali gli evasori, i ladri ...che però in questo Paese sono tutelati dalla Privacy. E allora voglio lanciare una sfida ai colleghi parlamentari e allo stesso Garante della Privacy che sull’onda del populismo più becero hanno chiesto di fare i nomi dei Parlamentari che hanno ottenuto (ripeto lecitamente) il bonus. Perché non pubblichiamo - come già fanno in 17 Stati europei - i nomi di chi ha veramente rubato risorse allo Stato evadendo le tasse?".